Fiorentina, svegliarsi con il senso di coppa

Ba sta guardare le classifiche che pubblichiamo all’interno di questo servizio per rendersi conto che qualcosa di negativo è successo davvero nel 2024 della Fiorentina. Non si perdono per caso 12 posizioni in classifica, finendo a ridosso della zona-retrocessione se consideriamo solo questa parte di campionato. Nella stagione scorsa, la squadra di Italiano alzò ritmo e qualità di gioco proprio nel girone di ritorno, conquistando l’ottavo posto, adesso è piombata in una situazione difficile, ma non ancora irrecuperabile. Tutt’altro. 

La speranza per chi ama i colori viola è che la Fiorentina, più o meno inconsciamente, abbia fatto una scelta: le coppe al primo posto, il campionato dopo, molto dopo. Forse non è un caso che l’ultima partita giocata come Dio del calcio comanda è la semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta. L’unico rammarico per Italiano il risultato, solo 1-0 quando la sua squadra avrebbe meritato un vantaggio ben più ampio. Aveva messo sotto un avversario che una settimana dopo avrebbe sepolto di gol il Liverpool ad Anfield Road. Poi però è arrivato il tristissimo 0-0 di Plzen e allora si ricomincia daccapo. 

Per rendere questa stagione elettrizzante come quella passata, conclusa con due finali, gli alti e bassi della Fiorentina devono finire qui. O meglio, a questo punto i bassi siano lasciati al campionato e gli alti siano riservati alle coppe. In sei giorni ha la possibilità di risolvere il proprio disagio attuale (solo un gol segnato nelle ultime tre partite ufficiali, fra Juventus, Viktoria e Genoa) e trasformarlo in entusiasmo. Ora le coppe sono tutto, ma per arrivare fino in fondo c’è bisogno di una sveglia al Viola Park. La Fiorentina ce la può fare solo se riesce a ripetere domani col Viktoria e poi mercoledì a Bergamo la stessa partita dell’andata con l’Atalanta.  

Tutti insieme devono alzare il livello di squadra, inteso come fiducia, energia, gioco, a cominciare dall’allenatore che deve trovare soluzioni convincenti alle difficoltà attuali. Contro il Genoa ha tolto nel finale il miglior giocatore (di sicuro il più creativo), ovvero Bonaventura, per far entrare Milenkovic e schierare la difesa a tre, ecco quella mossa non aveva un bel colore, non portava a crederci fino in fondo ma ad accontentarsi del pareggio. Peraltro, non è nemmeno nello stile del tecnico. Deve svegliarsi Belotti, perché è vero che con lui in campo la Fiorentina ora gioca in undici (con Nzola non sempre accadeva), ma continua a giocare senza centravanti, senza chi la butta dentro. Devono darsi una mossa dietro: l’errore di Martinez Quarta sul gol del Genoa (palla soffiata da Messias e poi sfociata nel rigore) si può spiegare solo con una imperdonabile dormita. Deve tornare alla quota tecnica del girone d’andata un giocatore come Arthur che da un paio di mesi sembra disperso. Devono trovare il modo di portare un contributo gli esterni: Ikoné ha finalmente segnato, ma tolto il gol contro il Genoa non si è mai visto al pari di Sottil. Deve compattare l’ambiente la società: la scomparsa di Barone ha lasciato un vuoto da colmare nella settimana che decide la stagione. 


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