Fiorentina, Ikoné da ricostruire: Italiano ci punta

FIRENZE – I nuovi sono i più attesi all’impatto con la nuova stagione per i motivi classici che accompagnano ogni acquisto, catalizzatore in automatico di sogni e speranze tra i tifosi: Mandragora, Jovic, Gollini e Dodo non fanno eccezione, anzi la curiosità raggiunge vette elevate specie per il centravanti serbo e l’esterno destro brasiliano. Ma c’è un nome che frulla nella testa di molti, e forse in quella di Vincenzo Italiano più di tutti: Jonathan Ikoné. Più colpa che merito della stagione scorsa, la mezza vissuta da fine dicembre a fine maggio alla Fiorentina dal francese con molte attese disattese e pochi risultati pratici, al punto che se possibile le aspettative sono aumentate per la voglia dell’allenatore – sospinto da società e ambiente – di trasformare Ikoné dei cinque mesi a Firenze nell’attaccante capace di trascinare il Lilla al titolo in Francia e a seguire agli ottavi di Champions League: con annessa rinuncia a quest’ultimi per abbracciare la causa viola.

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Storia da riscrivere

Un’altra riprova, insieme ai quindici milioni spesi e investiti dalla Fiorentina (quattordici di parte fissa più uno di bonus e 15 per cento sulla futura rivendita), che si trattava di un innesto non banale, né per i contenuti e né per ciò che avrebbe potuto significare in una squadra votata al 4-3-3 e a un modulo perfetto per esaltare le qualità di un esterno tutto dribbling e volate a cento all’ora potendo contare su ottime doti tecniche.

Ikoné, la storia

La storia non si è svolta come era stata immaginata ed è quasi perfino inutile ribadirlo nei numeri al solito mai mendaci (17 partite in campionato, ma soltanto 7 da titolare, con appena un gol all’attivo, a cui vanno aggiunte le 4 presenze in Coppa Italia) per confermare l’impressione visiva che ha sempre accompagnato le prestazioni di Ikoné.

Fiorentina, ali per volare

Spesso, se non sempre, ha dato l’idea di pagare lo scotto di un calcio differente a quello a cui era abituato. Catapultato dentro la mischia senza rete e senza protezione, nell’ammirevole volontà di recuperare alla fine poi si è un po’ “perso” tatticamente nei meccanismi del gioco di Italiano, evidenziando una fatica enorme ad apprenderli e replicarli anche dopo settimane. Il tutto reso ancora più complicato dalla poca concretezza in area avversaria che ha finito per ingigantire gli errori a discapito dei progressi. Ma Italiano non molla nessuno dei suoi, figurarsi uno che ascolta, che ci mette impegno, che vuole far vedere di essere differente dal calciatore visto finora, e così l’allenatore siciliano ha preso a “martellarlo” fin dal primo giorno di ritiro a Moena: che è il suo modo migliore per dimostrare quanto ci tenga. Gli esterni offensivi saranno ancora una volta determinanti per le fortune della Fiorentina e nel gioco delle coppie sulle fasce (Ikoné-Sottil, Gonzalez-Saponara), chissà che il 24enne transalpino non possa prendersi un posto di spicco e trasformarsi così in un altro acquisto di rilievo dell’estate 2022. La Fiorentina volerebbe sulle ali di Jonathan.

Fiorentina-Triestina 4-0, Jovic sbaglia un rigore

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