Fiorentina, d’improvviso tutto torna

D’ improvviso, tutto torna. Gol di Sottil alla Sottil, col tiraggiro. Gol di Belotti alla Belotti, con le spalle alla porta. E soprattutto gol di Nzola alla Nzola, con la rabbia covata per mesi e mesi, in pieno recupero, quando non c’era più gioco, ma solo nervi, quando il caos dominava la partita. Un sospiro grosso così visto come si era messa, visto come la Fiorentina la stava buttando via. Domandona: basterà il 3-2 a Bruges? Sì, basterà, a patto che la squadra dalle maglie viola eviti almeno la metà degli errori commessi ieri sera.  

Ha battuto un altro record, tanto per fare un esempio. Dopo aver preso il 3-1 (che la eliminava dalla Coppa Italia) all’ultimo minuto di recupero in contropiede, con un uomo in meno e con tutta la squadra nella metà campo dell’Atalanta per una rimessa laterale a suo favore, ieri la Fiorentina ha incassato il 2-2 con un altro contropiede partito dall’area del Bruges con un lancio di una sessantina di metri di Spiilers. Perché il record? Perché stavolta aveva un gol e un uomo in più, ma Ranieri (colpevole del primo errore) e Quarta erano al di là della linea di metà campo e soprattutto messi in orizzontale (quindi, zero copertura) quando è partito Thiago. La Fiorentina non riesce mai a raffreddarsi, a ragionare, a equilibrarsi, è una squadra che ragiona poco, che riflette poco. E paga sempre tutto questo. 
Ma ci sono stati anche altri errori in questa partita. I viola potevano chiudere il primo tempo con almeno due gol di vantaggio sul Bruges. Se il Sassuolo, sepolto domenica sera dalle cinque reti viola, non rappresentava un test consistente, questo sì, lo era. E la Fiorentina anche stavolta aveva imboccato la partita dalla parte giusta. Vantaggio dopo 4 minuti, poi il pari su rigore dei belgi e di nuovo viola avanti con la rete di Belotti. Finalmente una rete da centravanti d’area di rigore, ma potremmo dire anche soltanto, finalmente una rete. Il Gallo non segnava dall’11 febbraio, firmò il primo gol nel 5-1 al Frosinone, questa rete invece può diventare decisiva. La squadra di Italiano ha buttato via malamente un’occasione straordinaria. Aveva la possibilità di chiuderla qui al Franchi, ma tutto quanto di buono si era visto per un’ora, dall’espulsione di Onyedicka in poi è diventato sofferenza. Sono passati appena due minuti prima di subire il 2-2 e da quel momento la Fiorentina si è un po’ persa fino al gol di Nzola.  

Gli errori di cui abbiamo parlato non sono legati solo il modo in cui è arrivato il 2-2 del Bruges, un film visto decine di volte su questo schermo, ma riguardano anche le tante, troppe occasioni sbagliate. Alla fine se ne poteva contare quasi una decina. Se una squadra conclude 31 volte (a 5) e vince solo con un gol di scarto, c’è qualcosa che non va. Eppure fisicamente la Fiorentina non sta male. Delle ultime cinque gare ufficiali ne ha vinte quattro e ha sempre segnato almeno due gol. Ieri ha giocato la partita numero 51 della stagione 2023-24, il totale degli ultimi due anni per ora fa 111, per una squadra di questo livello è un’enormità. Italiano ha lavorato bene con le rotazioni, in campionato c’è una squadra (con le riserve), nelle coppe un’altra (con i titolari). Da qui alla fine della stagione i viola giocheranno almeno altre sei partite, anche se la speranza è che possano arrivare a sette. Senza quella montagna di errori, è ancora possibile. 


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