Figuraccia Brasile-Argentina, ora che succede? Due ipotesi per la Fifa

Una decisione sarà presa entro 72 ore. Tante ombre sull’intervento dell’autorità sanitaria brasiliana e quel precedente in Coppa America che mette spalle al muro la truppa verdeoro…

Adriano Seu

6 settembre – Milano

Il papelón mundial, ovvero la figuraccia in mondovisione, è ormai cosa fatta. Adesso si tratta di capire quali saranno le conseguenze della clamorosa sospensione di Brasile-Argentina, decisa da un intervento delle autorità sanitarie brasiliane dopo 6’ di gioco. La federazione verdeoro ha emesso un comunicato con il quale appoggia le proteste argentine, smarcandosi da presunte ingerenze nei confronti delle istituzioni locali.

In Argentina c’è la certezza di ottenere la vittoria a tavolino, ma la questione è in mano alla commissione disciplinare della Fifa che deciderà entro 72 ore dalla sospensione della sfida. Feroci polemiche per l’accaduto e per le modalità d’intervento delle autorità brasiliane, entrate in campo armate. Nel frattempo, la delegazione argentina è rientrata in patria dopo essere rimasta rinchiusa negli spogliatoi per oltre due ore. Decisivo l’intervento dell’ambasciatore argentino, che ha scortato Messi e compagni fino all’aeroporto di San Paolo.

i fatti

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Le autorità sanitarie brasiliane hanno fatto irruzione in campo per esigere la deportazione dei quattro giocatori argentini che militano in Premier, accusati di aver dichiarato il falso nel formulario d’ingresso in terra brasiliana, omettendo di provenire dall’Inghilterra. Secondo le norme vigenti, chiunque arrivi in Brasile proveniente dal Regno Unito dovrebbe osservare 14 giorni di quarantena, cosa non accaduta per i quattro giocatori “incriminati” (Martinez, Romero, Buendìa e Lo Celso). In seguito all’irruzione dei funzionari di Anvisa, l’Argentina ha abbandonato il campo supportata dalla decisione dell’arbitro Valenzuela, che ha preso la decisione di sospendere la sfida. Ancora più surreale quanto accaduto nelle successive tre ore, con i giocatori argentini rinchiusi negli spogliatoi sotto la sorveglianza di funzionari armati che pretendevano di eseguire l’ordine di deportazione, mentre il Brasile si dilettava in campo dando vita a una partitella tra titolari e riserve. Per poter abbandonare lo stadio a ranghi completi e salire sul charter con destinazione Buenos Aires, la delegazione argentina ha necessitato l’intervento dell’ambasciatore.

le posizioni ufficiali

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La direzione di Anvisa, gestita da un ex militare vicino al presidente Bolsonaro, ha sostenuto di aver sollecitato la deportazione dei quattro argentini già 24 ore prima del calcio d’inizio, imponendo la quarantena in hotel fino al momento della partenza dal territorio brasiliano. Secondo le autorità sanitarie locali, i quattro argentini nell’occhio del ciclone avrebbero infatti dichiarato il falso nel formulario da compilare al momento dell’ingresso in Brasile, omettendo di provenire dall’Inghilterra. La federazione argentina si è difesa dichiarando di “aver rispettato alla lettera le regole imposte dalla Conmebol e dal protocollo sanitario attualmente in vigore”. L’Afa ha inoltre aggiunto di aver concordato un preciso “corridoio sanitario” di 72 ore in linea con quanto praticato nell’ultimo anno da qualsiasi squadra straniera impegnata in Brasile. Da parte sua, la Cbf si è schierata dalla parte della federazione argentina qualificando l’accaduto come “triste e del tutto fuori luogo”. Nel frattempo, la Conmebol ha chiarito che la sospensione della sfida è frutto di una decisione dell’arbitro, sollevando di fatto l’Argentina da qualsiasi responsabilità in merito.

gli sviluppi

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L’Afa nega ogni accusa in merito alle presunte false dichiarazioni contenute nei formulari compilati dalla delegazione argentina e, in tarda serata, ha fatto filtrare alla stampa una copia dei moduli citati e regolarmente compilati. Trattandosi di una competizione regolata dalla Fifa, la questione è di esclusiva competenza del massimo organismo del calcio mondiale, che prenderà una decisione entro 72 ore tramite la propria commissione disciplinare. Al di là delle polemiche e delle ragioni all’origine della clamorosa sospensione, a gettare pesanti ombre sull’accaduto sono i tempi e le modalità d’intervento delle autorità sanitarie locali, che hanno agito dopo tre giorni dallo sbarco in Brasile della delegazione argentina servendosi di funzionari armati (uno di loro ha addirittura avuto un duro scontro con Otamendi prima che l’Argentina abbandonasse il campo).

scenari

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Stando alle prime indiscrezioni, sarebbero due i possibili scenari presi in esame dalla Fifa: da un lato la riprogrammazione della sfida, con le annesse difficoltà per reperire una data utile, dall’altro la decisione di assegnare la vittoria all’Argentina, con possibili sanzioni aggiuntive nei confronti del Brasile (come ad esempio la squalifica del campo e l’impossibilità di disputare in casa le prossime sfide in programma). L’Argentina, al contrario, non rischierebbe il k.o. a tavolino perché (come chiarito dal referto arbitrale) l’abbandono del campo è avvenuto in seguito a una precisa decisione del direttore di gara. Anche nel caso in cui venissero provate le false dichiarazioni dei quattro argentini che militano in Premier, le conseguenze sarebbero esclusivamente legali, esulando dunque dall’ambito strettamente sportivo.

precedenti

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Val la pena di chiarire che, regolamento Fifa alla mano, la ripetizione della partita è ammessa solo in caso di “sospensione dovuta a cause di forza maggiore”, ma resta comunque proibita l’ingerenza di autorità governative. In questo caso, le norme Fifa prevedono il k.o. a tavolino e pesanti sanzioni. A complicare la posizione del Brasile ci sono poi due precedenti: la mancata quarantena dei giocatori verdeoro provenienti dalla Premier nell’ultima Coppa America (quando vigeva il medesimo protocollo sanitario di oggi) e il permesso di libera circolazione concesso a Willian, sbarcato a San Paolo pochi giorni fa dopo aver risolto il contratto con l’Arsenal per trasferirsi al Corinthians.

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