Festa Inter con Eriksen e Hakimi: domani è scudetto se l’Atalanta non vince

I nerazzurri vincono a Crotone: titolo certo se il Sassuolo ferma la Dea. I calabresi retrocedono in B

Dal nostro inviato Davide Stoppini

1 maggio – Crotone

Manca un centimetro, per lo scudetto dell’Inter. Un punto, a dar retta alla matematica. Ma potrebbe anche non servire: il 19° titolo potrebbe essere cosa fatta già domani pomeriggio, se l’Atalanta non batterà il Sassuolo. Perché la squadra di Conte ha preso a Crotone quel che cercava e che condanna l’avversario alla retrocessione matematica: tre punti, vittoria per 2-0 con le firme di Eriksen, entrato dalla panchina, e Hakimi. Il tutto dopo un primo tempo giocato a basso ritmo, ma in cui comunque i nerazzurri avevano colpito due pali con Lukaku e Lautaro.

PRIMO TEMPO

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Squadre a specchio, almeno a giudicare dai moduli, anche se nel Crotone Ounas arretra spesso a centrocampo lasciando solo Simy in avanti. La partenza è a razzo: dopo 70 secondi Ounas impegna subito Handanovic, dall’altra parte una combinazione Sensi-Lukaku porta il centrocampista al tiro, deviato in angolo. Altro minuto, ancora Sensi: è la novità a centrocampo ed è anche uno dei più attivi della squadra di Conte, anche se al 3’ sbaglia perché, lanciato da Brozovic sul filo del fuorigioco, calcia su Cordaz in uscita bassa. Poi i ritmi del gioco, all’improvviso, si abbassano. L’Inter accetta il palleggio del Crotone, che però non è quasi mai pericoloso. Al 18’ Ounas va via in bello stile a Bastoni: bravo Skriniar a chiudere in angolo. Con il passare dei minuti però l’Inter prende campo. Vicino al gol ci va Lukaku, con un colpo di testa su angolo di Sensi che finisce sul palo. Il belga si scuote, meglio lui di Lautaro: Big Rom al 28’ spara col sinistro sul gomito di Djidji ma giustamente l’arbitro lascia correre. Cosmi perde Reca per infortunio: dentro Pereira a destra, con Molina che passa a sinistra. Il Crotone si abbassa, ora sì che l’Inter alza i ritmi. E chiude in crescendo: Batoni al 40’ mette a lato di testa uno splendido cross di Barella, al 44’ secondo palo nerazzurro con Lautaro, sfortunato dopo un buon controllo per approfittare di un rinvio difettoso di Cordaz. L’ultima chance del primo tempo è ancora nerazzurra: si chiude come si era iniziato, con un Sensi bloccato in angolo da Cordaz.

SECONDO TEMPO

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Altro cambio nel Crotone, altro contrattempo: Cigarini lascia il campo a Eduardo. Il Crotone parte molto più basso, l’Inter piazza le tende nella metà campo avversaria. Succede pochissimo fino al minuto 15, quando Sensi trova un gran corridoio per Hakimi, che però sbaglia in maniera quasi clamorosa l’assistenza a Lautaro. La stessa azione si trasforma in un contropiede del Crotone: Ounas fa 30 metri palla al piede e serve bene in area Simy, che inizialmente si gira bene ma poi è macchinoso nel cercare la conclusione, senza riuscirci. Il baricentro Inter ora è molto più alto. A Conte però non basta. Così al 20’ il tecnico effettua una tripla sostituzione: dentro Perisic, Sanchez ed Eriksen per Darmian, Lautaro e Sensi. Ruolo per ruolo, non cambia nulla tatticamente. Ma cambia invece tutto nella sostanza, perché Eriksen ci mette meno di 4’ per trovare il gol. Bravo Lukaku a giocare di sponda e – minuto 24 – il destro del danese dai 18 metri viene leggermente deviato da Magallanes diventando imprendibile per Cordaz. Due minuti dopo l’Inter ha subito l’occasione del raddoppio, ancora con un nuovo ingresso: Perisic rientra dalla sinistra e tira col destro, palla di poco fuori. Il Crotone sembra quasi non averne, anche se Simy, a sette minuti dalla fine, ha una buona chance dopo un tiro deviato di Messias. Sembra quasi un segnale per l’Inter, che con un contropiede perfetto aperto e chiuso da Lukaku trova il raddoppio, ma la rete viene annullata per una posizione irregolare del croato. Il match resta in bilico, Handanovic è bravo a uscire sul cross di Molina per Simy. C’è spazio per un’altra chance Inter: minuto 46, Perisic dalla sinistra per poco non trova il tap-in di Lukaku. Ma il raddoppio arriva comunque pochi secondi più tardi: il Crotone è tutto sbilanciato per l’ultima punizione, Barella riconquista palla sul rinvio e poi serve Hakimi in campo aperto, che la mette sotto le gambe di Cordaz. Conte alza le braccia al cielo. L’opera d’arte è pronta per essere esposta.

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