Ferri: “Questa Inter sa quanto vale e non è presuntuosa, non sarà un rinvio a condizionarla”

L’ex difensore nerazzurro: “La mancata disputa della partita col Bologna è penalizzante, ma non inciderà. I nerazzurri restano i favoriti per il titolo”

Adriano Seu

7 gennaio – Milano

Priorità alla salvaguardia della salute, sempre, ma c’è bisogno di regole chiare e definite. Il concetto espresso dall’ad nerazzurro Beppe Marotta a margine del rinvio della sfida di campionato tra Bologna e Inter è lo stesso su cui insiste anche un ex illustre come Riccardo Ferri, pur con le dovute precisazioni. “La cancellazione della partita rappresenta un danno per chi non scende in campo, sempre – sostiene l’ex azzurro -. Vale per tutti, che sia chiaro, in questo caso sia per l’Inter che per il Bologna”. Detto ciò, Ferri ribadisce a Gazzetta.it che “quest’Inter è ormai una squadra forte e consapevole dei propri mezzi”.

Per l’Inter è un vantaggio o uno svantaggio il fatto che non si sia giocato?

“Credo che chi non gioca subisca sempre uno svantaggio. Il programma era quello di giocare e si è lavorato per quello. Adesso invece bisognerà rivedere i programmi, i carichi di lavoro, l’organizzazione. Ma è un problema generale, che non riguarda solo l’Inter. Lo stesso discorso vale per il Bologna e tutte quelle squadre che poi saranno costrette a recuperare più avanti con un calendario già più che intasato”.

È più giusto il rinvio alla luce delle numerose assenze del Bologna?

“Giusto o sbagliato, le regole vanno rispettate. A voler fare un discorso egoistico, è ovvio che il Bologna avrebbe avuto meno possibilità con tutti quei giocatori indisponibili, ma la questione non è questa. La salute viene prima di tutto, con tutti quei giocatori contagiati è giusto prendere le dovute contromisure. Il problema, semmai, è che queste dovrebbe essere chiare e rispondere a precisi criteri oggettivi”.

In ottica Lazio, per l’Inter sarebbe stato meglio fare prima un rodaggio dopo il ritorno dalle vacanze?

“Per l’Inter sarebbe stato meglio giocare a Bologna, non c’è dubbio. La squadra si era preparata per quello, sia a livello fisico che mentale. Detto ciò, si guarda avanti e in situazioni di emergenza come questa ci si trova un po’ tutti nella stessa situazione. I vantaggi o gli svantaggi psicologici appartengono a squadre che non hanno certezze, cosa che non riguarda l’Inter. In questo momento l’inter ha una consapevolezza tale che non credo possa farsi condizionare da una partita rinviata”.

La differenza rispetto all’andata con la Lazio? È la stessa Inter, ma Inzaghi ha limato le piccole imperfezioni…

Riccardo Ferri

Domenica la sfida contro l’unica squadra in grado di battere i nerazzurri. Che Inter è rispetto all’andata?

“Oggi è un’Inter diversa nei dettagli, ma sostanzialmente uguale. Perché all’Olimpico non fece affatto male, semplicemente pagò il fatto di concedere troppo spazio alle iniziative biancocelesti. L’Inter di oggi è la stessa, cerca sempre di fare la partita e di occupare la metà campo avversaria. La differenza è che oggi sbaglia meno e concede meno, ma l’atteggiamento è sempre lo stesso. Inzaghi ha limato le piccole imperfezioni e ha anche modificato il gioco già dominante della scorsa stagione. Questa è un’Inter che gioca e manovra di più, che ha una maggior partecipazione da parte di tutti a partire dalla coppia d’attacco Dzeko-Lautaro. Quella di oggi è un’Inter che si diverte, in cui c’è il coinvolgimento di tutti, e che è in grado di abbinare estetica ed efficacia”.

Sul mercato l’Inter cercherà obiettivi per alzare il livello in estate. Tipo Ginter, uno di spessore internazionale

Riccardo Ferri

Cosa servirebbe sul mercato a questa Inter?

“L’Inter è una squadra completa, sia dietro che davanti. Difficile fare un nome, finora la società ha dimostrato di saper scegliere i profili più adatti. Quello di gennaio è un mercato di riparazione o programmazione, come può essere il caso di Onana. L’Inter è una squadra sempre molto attiva e c’è una gran lavoro di scouting guidato da Ausilio e Marotta. Andare a toccare adesso una squadra così ben strutturata è difficile e pericoloso, credo si cercherà più che altro verso obiettivi estivi per arrivare a qualcuno che alzi ancora il livello della rosa. Prendiamo Ginter, è uno di spessore internazionale, che darebbe qualità, esperienza e prospettiva al reparto. È giusto che una società come l’Inter cerchi questi profili e faccia questo tipo di programmazione. Ma ogni giocatore va inserito in un contesto, è tutto da vedere”.

L’Inter resta la favorita per il titolo?

“Senza dubbio, non vedo come non potrebbe esserlo dopo quello fatto vedere nel girone d’andata. Credo che nello spogliatoio si cerchi di tenere a bada l’entusiasmo e gli elogi, ma c’è la consapevolezza di poter andare a prendere la seconda stella. Questa è una squadra che sa quanto vale ma che non pecca di presunzione, consapevole che ci sarà da lottare con almeno due o tre rivali fino all’ultimo”.

Come vede la sfida di Champions contro il Liverpool?

“Non poso negare che l’Inter parta leggermente sfavorita, ma non parte sconfitta in partenza. Sarà un bel confronto, che per l’Inter rappresenta anche una grande opportunità. La crescita arriva anche attraverso vittorie importanti e questa è una di quelle occasioni. L’Inter può centrare un di quei risultati che cambiano anche la mentalità. La fiducia è tanta”.

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