“Fermare i campionati”. La proposta shock non trova consensi in cabina di regia

Il fronte “rigorista” punterebbe a uno stop sino a febbraio dopo le gare di domani ma non ha trovato alleati. Nessun commento di Draghi. Improbabile anche un’ulteriore riduzione della capienza

Pochi secondi, senza commenti. Nella cabina di regia del Governo, dal fronte “rigorista”, c’è stata anche una proposta shock per il calcio e lo sport in genere: “Sospendiamo i campionati”. Con un’aggiunta: “Fino alla sosta per la Nazionale (sono in programma le partite per le qualificazioni mondiali in America, ndr.) che potrebbe coincidere con il picco dei contagi”. Una presa di posizione evidentemente figlia della crescita del numero dei positivi in Serie A, B e in tutti i campionati di vertice. Tradotto in calendario fermarsi domenica, ormai per la giornata di domani sarebbe impossibile, e riprendere il 6 febbraio.

Draghi

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A quanto sembra, però, nessuno avrebbe raccolto la proposta. Né ci sarebbero stati commenti da parte del Premier Draghi e degli altri ministri. La notizia è arrivata in qualche modo anche nei diversi palazzi calcistici, ma ci sarebbero stati approfondimenti rassicuranti: anzi, a quanto sembra anche l’idea di un’ulteriore riduzione della capienza (attualmente al 50 per cento per gli stadi e al 35 per i palazzetti) o addirittura delle porte chiuse non figurerebbe nel ventaglio delle possibilità sbarcate in Consiglio dei ministri. Ma è chiaro che l’alta tensione, con tanto di spaccatura nella maggioranza, rimbalza anche nell’ambito sportivo. Fra l’altro si attendono anche le decisioni in tema di obbligo del super green pass anche per i professionisti, calciatori compresi. Mentre si è definito il quadro generale con l’obbligo vaccinale per tutte le persone con più di 50 anni fino al 15 giugno.

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