Fagioli e Miretti stanno cambiando la Juventus: Danilo svela i retroscena

TORINO – A partire da oggi è disponibile in esclusiva su Dazn un nuovo episodio di “1 vs 1”, il format ideato dalla piattaforma di live streaming sportivo che racconta i grandi giocatori di Serie A TIM in un “duello” di domande e risposte attraverso cui i tifosi scoprono storie inedite e aneddoti sulle carriere dei top player del nostro campionato. Protagonista di questa puntata il difensore juventino Danilo Luiz da Silva, che domenica sera scenderà in campo contro l’Inter nell’attesissimo derby d’Italia, in diretta su Dazn dalle 20.45 con il commento di Pierluigi Pardo e Massimo Ambrosini.  Ecco in anteprima alcune delle sue principali dichiarazioni.

Massima ambizione

«Siamo a 10 punti dal primo posto, che è quello a cui dobbiamo puntare. La Juventus deve vincere sempre, non posso dire che siamo in un momento buono, però so che abbiamo la capacità di guardare oltre, di puntare alla testa della classifica, perché è un obiettivo che si può raggiungere con l’atteggiamento che stiamo mostrando nelle ultime partite, e cercando di tenersi lontano da quello che viene detto da chi sta fuori dal campo. Nella vittoria di Lecce ho visto una dimostrazione di forza: nel calcio come nella vita ci sono i momenti brutti, ma è sempre più importante la voglia di rialzarsi. Aldilà della vittoria, l’importante è stato l’atteggiamento, che è stato quello giusto».

Giovani doc

«Mi ricordo di Phil Foden quando ero al Manchester City, aveva 17 anni, vedevo nei suoi occhi che c’era quel desiderio di imparare, di migliorare, di stare con i più grandi. Qui alla Juve in questo momento vedo giocatori come Miretti, come Fagioli, che hanno quella voglia negli occhi, e per noi che siamo più esperti è una spinta in più. Spesso cerco di parlare con loro, di dare qualche consiglio, ed è una cosa che serve in primis anche a me, che mi motiva, mi dà qualcosa in più stare lì con loro. In questo momento ci serve tanto il loro aiuto, anche perché sono giocatori che sono alla Juve fin da bambini: è chiaro che per stare alla Juventus non serve solamente giocare bene a calcio, è necessario avere testa e avere la capacità di esserci nei momenti decisivi, in quelli più difficili, e secondo me loro nei prossimi anni possono dare tanto a questa squadra».

Juventus, con i giovani e Chiesa si può cambiare marcia

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