Eriksen è stufo dell’Inter: per lui solo panchina. Ora è un caso

MILANO – Doppia scena muta. Con Real Madrid e Atalanta, oltre ad accomodarsi in panchina all’inizio, Eriksen non è entrato in campo. Nemmeno per una manciata di minuti. Eppure l’Inter non stava vincendo. In Spagna, stava perdendo e anche un punto sarebbe servito per cambiare le prospettive del girone. A Bergamo, invece, aveva incassato il pareggio nel finale, ma c’era ancora margine per tentare un ultimo assalto. Nulla, invece. Il primo cambio a centrocampo, in entrambe le partite, è stato Gagliardini. A Madrid, poi, è entrato anche Nainggolan. Mentre per il danese, in entrambi i casi, la sensazione è stata che non sia stato nemmeno preso in considerazione. E, arrivati a questo punto, cominciano ad essere parecchi gli indizi che inducono a pensare ad una bocciatura definitiva, o quasi, per l’ex-Spurs.

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Opportunità non sfruttate

C’è da dire che nelle apparizioni precedenti non è che il danese si fosse guadagnato particolari crediti. E le occasioni, oggettivamente, le ha avute. Tra Borussia Mönchengladbach, Genoa, Shakthar Donetsk e Parma, in 3 occasioni è stato titolare, mentre solo in Ucraina è subentrato negli ultimi 11’. Ebbene, al di là di qualche piccolo lampo, le sue prestazioni hanno lasciato ben poche tracce. Anzi, con il Genoa, il suo sostituto Barella ha mandato in porta Lukaku, che ha sbloccato il risultato. E con il Parma, il danese è uscito con l’Inter in svantaggio, con il risultato che alla fine è diventato un 2-2.

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Decisione da prendere

Insomma, se l’idea che un giocatore come Eriksen, capace di giocare un finale di Champions con il Tottenham e, per anni, di essere protagonista in Premier League, non riesca a essere protagonista nell’Inter lascia sorpresi, va comunque riconosciuto che Conte una serie di tentativi li ha fatti e che le risposte ottenute non sono state soddisfacenti. E allora si tratta di capire come possa proseguire questo rapporto. Eriksen è sbarcato a Milano lo scorso gennaio, dopo una lunga trattativa. Approfittando del fatto che il suo contratto era in scadenza a fine stagione, l’investimento è stato pari a 27 milioni di euro, commissioni per gli agenti comprese. Sulla carta si trattava di un affare eccellente. Il campo, invece, ha dato un riscontro differente. […]

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