El Sharaawy e Reynolds investimenti intelligenti. Ma adesso c’è un problema

I giallorossi soddisfatti per gli ingressi del Faraone e del terzino americano. Meno bene il fronte cessioni, con Fazio e Santon che hanno rifiutato le destinazioni

A conti fatti, la Roma chiude mediamente soddisfatta per quanto fatto in questo mercato invernale. Gli obiettivi in entrata sono stati centrati (El Shaarawy e Reynolds), quelli in uscita purtroppo no. E se c’è un motivo per rammaricarsi per Tiago Pinto è proprio questo, quello di non essere riuscito a convincere nessuno dei giocatori in esubero a lasciare il club. Ci riproverà a giugno, nel frattempo si gode gli arrivi del Faraone e del giovane terzino americano.

In entrata

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El Shaarawy e Reynolds erano i principali obiettivi di inizio mercato, anche per le condizioni favorevoli delle rispettive operazioni. Il Faraone è arrivato a costo zero, essendosi svincolato dallo Shanghai Shenhua (rinunciando di tasca sua anche a un bel po’ di soldi) ed ha firmato fino al 2023 un contratto sostenibile (2,5 milioni di euro a stagione più bonus, a cui va aggiunta una fee iniziale da spalmare nel corso dei due anni e mezzo). Reynolds, invece, da qui a giugno costerà solo centomila euro. Poi, tra sei mesi, la Roma verserà 6,75 milioni di euro, a cui dover aggiungere ulteriori 5,65 milioni di bonus variabili (ma tutti molto difficili da raggiungere). Insomma, due giocatori praticamente a costo zero (considerando anche che nel pagamento di Reynolds interverrà anche la Toyota, sponsor dello stadio del Dallas FC). Due giocatori su cui la Roma punta per il presente e per il futuro. El Shaarawy per le sue doti balistiche e perché conosce già tutto della città, del club e dell’ambiente. Reynolds perché viene considerato un prospetto importante, che sotto le mani di Fonseca può diventare anche un giocatore importante (come già successo, ad esempio, a Villar o Ibanez). A chiudere c’è stato anche il rientro di Daniel Fuzato dal prestito al Gil Vicente, ma il portiere brasiliano è il terzo e non sposta più di tanto.

In uscita

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È nelle cessioni, però, che la Roma non può essere contenta. Ha provato a lungo a piazzare Fazio al Parma, ma l’argentino non ha mai abbassato le sue pretese economiche e la trattativa è saltata. Al Parma ad un certo punto sembrava potesse andare anche Carles Perez, che sta trovando poco spazio e quel poco spazio lo ha sempre utilizzato in modo maldestro. Ma anche qui il no del giocatore ha prevalso. Stesso discorso per Santon, che piaceva al Fenerbahce, dove però il terzino (che sta per diventare padre) non è voluto andare. Impantanate anche le trattative per Juan Jesus e Diawara, altri due che la Roma avrebbe ceduto volentieri, ma che hanno fatto sapere immediatamente di voler restare in giallorosso. Insomma, Pinto dovrà lavorarci su per giugno, quando andranno via sicuramente lo stesso Jesus e Bruno Peres, a cui scade ad entrambi il contratto. Per tutti gli altri, invece, ci sarà da ingegnarsi. Compreso Javier Pastore, che è tornato ad essere convocato sabato scorso dopo quasi sei mesi.

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