È un’Inter da 10 e lode: lo scudetto è sempre più vicino

Al 10’ colpo di testa di Lukaku, al 67’ Lautaro raddoppia di sinistro: la squadra di Conte sale a +11 sul Milan secondo. Barella (diffidato e ammonito) salta il Cagliari

Tutto finito? Forse, perché gli undici punti di vantaggio sulla seconda hanno la dimensione della sentenza sul campionato. Un’Inter non spumeggiante, ma come sempre cinica fa il proprio dovere contro un buon Sassuolo rimaneggiato per le numerose assenze: a San Siro, nel recupero della 28esima giornata, decidono Lukaku – che segna il gol numero 21 in campionato (sono 27 in stagione) – e Lautaro, killer di sinistro al 67’ (dopo un contatto De Vrij-Raspadori che ha fatto infuriare De Zerbi).

Inutile la perla nel finale di Traore, sono questi i colpi che mettono l’acceleratore nella volata per lo scudetto: il Milan scivola a -11, a -12 c’è la Juventus, vincente contro il Napoli, dietro Atalanta e proprio Gattuso a quota 58 e 56. Davanti a tutti l’Inter, alla decima vittoria consecutiva, che ora può iniziare a osservare attentamente il countdown.

Darmian e Gaglia dal 1’

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Senza gli squalificati Bastoni e Brozovic e gli infortunati Kolarov e Perisic, Conte lancia Darmian in difesa e Gagliardini in mediana (i due vincono i ballottaggi con Ranocchia e Vecino). Per il resto Handanovic in porta, dietro anche Skriniar e De Vrij con Hakimi, Barella, Eriksen e Young a completare il centrocampo. In attacco Lukaku con Lautaro e non Sanchez. Dall’altra parte il Sassuolo deve rinunciare ad Ayhan, Muldur, Defrel, Berardi, Caputo, Locatelli, Ferrari, Romagna e Bourabia. Le scelte per De Zerbi sono pressoché obbligate: nel suo 4-3-2-1 ci sono Toljan, Chiriches, Marlon e Rogerio davanti a Consigli. Obiang e Lopez in mezzo con Traore, Djuricic e Boga alle spalle di Raspadori. Arbitra Irrati di Firenze.

Chiriches urla, Rom-gol

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Parte subito forte l’Inter, dopo neanche 1’ Barella spreca una buona chance incespicando con Lukaku pronto (e libero) all’interno dell’area piccola. Al 3’ ci prova il Sassuolo, il destro di Djuricic dalla distanza è alto. Non quello di Obiang, che poco dopo sfiora il palo alla destra di Handanovic. Il ritmo in avvio è ottimo, idem l’iniziativa di Young al 5’: cross in mezzo, stacca Hakimi che però non impatta (palla sul fondo). Dopo il giallo a Consigli per un’uscita scomposta su Young, Chiriches suona la carica: “Non siamo venuti qui per perdere!”, urla il difensore rumeno. Un gesto per motivare i compagni, tuttavia non proprio fortunato considerando che il Sassuolo va sotto: ancora Young sulla sinistra (positiva la prova dell’inglese), palla in mezzo e il solito Lukaku la mette dentro. Gol da bomber vero (il primo di testa in questa Serie A), che al 10’ vale l’1-0. Al 17’ ammonizione “tattica” per Barella (diffidato), che entra in ritardo su Rogerio: decisione giusta, l’azzurro salterà il Cagliari per squalifica (giallo anche per Traore al 23’ per un fallo proprio su Nicolò). Negli ultimi minuti Boga da una parte e Young dall’altra provano a rendersi pericolosi, ma il risultato non cambia: si va negli spogliatoi al 45’, senza recupero.

Sinistro e match chiuso

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Si riparte senza cambi, il Sassuolo che non sta a guardare. Il primo tentativo arriva al 55’ con Obiang, c’è Handanovic sul tiro dalla distanza dell’ex West Ham. Dopo il destro di Djuricic, Conte cambia e dà fiducia a Sensi al 59’ al posto di Eriksen. Il Sassuolo prova ad aumentare il ritmo, Toljan costringe Young al giallo per un fallo di mano volontario sulla destra (l’ex United entra in diffida). Il pallino del gioco è neroverde, al 63’ Lopez impensierisce Handanovic con il classico cross che non trova nessuno e si spegne sul fondo. Conte si sbraccia e non sembra soddisfatto, ma al 67’ i suoi la chiudono. Dopo un contatto De Vrij-Raspadori in area (grandi proteste degli emiliani) l’Inter riparte in contropiede nel segno della Lu-La: assist di Lukaku e mancino vincente di Lautaro, che sul secondo palo batte Consigli dopo aver superato Chiriches (15esimo gol in A, senza rigori). Per il Sassuolo è il colpo del k.o. e c’è tempo per altri cambi (dentro Vecino e Sanchez da una parte, Kyriakopoulos, Haraslin, Oddei e Karamoko dall’altra), anche se all’85’ prova a riaprirla Traore, bravissimo ad aprire il piatto e a battere Handanovic. I nerazzurri resistono nel finale (che chance in contropiede per Sanchez ed Hakimi) e si regalano un sorriso grande così. Il countdown prosegue…

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