Dzyuba, l’ex “Capitan disastro” della Russia che si esalta nelle grandi sfide

Attaccante dal rapporto da sempre complesso con gli allenatori, ma sa segnare con continuità: può essere un buon investimento

“Capitan disastro” si è calmato. In Russia lo chiamavano così: liti, sfottò, esultanze polemiche, perfino un video hard. Artem Dzyuba è la stella della Russia, capitano dal 2018 dopo un gran Mondiale in casa, ma a volte è stato la croce. Cherchesov gli affiderà le chiavi dell’attacco ancora una volta.

Chi è

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Punta di peso specializzata in litigi. Chiedetegli di Emery, il mago dell’Europa League con un passato nello Spartak Mosca (2009). Bollato come “allenatoruncolo” dopo una sconfitta. E Mancini? Mai presi i due: per il c.t. azzurro “era come Balotelli”, Artem lo definì un “isterico”. Nel 2018 lascia lo Zenit per colpa di Roberto e va all’Arsenal Tula. Pur di giocare contro la sua ex paga una penale di tasca sua. Il resto è storia: gol decisivo ed esultanza polemica contro il Mancio. Anni 32, ha sempre giocato in Russia (Rostov, Spartak, Tom Tomsk). L’ultima “dzyubata” è stata l’esclusione dalla nazionale per un video hard finito in rete. Un errore. Stella di un Paese quasi per caso poi: nel 2018 va al Mondiale per l’infortunio di Kokorin, segna 3 gol e sfiora le semifinali. La sua esultanza – il saluto militare da “Sergente” – è nata proprio grazie al rapporto ritrovato con Cherchesov. Punta di diamante dello Zenit, 95 gol totali (22 nell’ultima stagione).

Perché prenderlo

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Due motivi: il primo è che si esalta nelle grandi sfide. Dzyuba giocherà due gare su tre nella sua San Pietroburgo, dove quest’anno ha vinto il terzo titolo di fila con lo Zenit (da capocannoniere). Nel 2018, al Mondiale in casa, ha punito Spagna, Egitto e Arabia Saudita. Il girone è abbordabile: Belgio favorito, ma con Finlandia e Danimarca se la gioca. In nazionale ha siglato 29 gol in 52 partite. È a -1 dal record di Kerzhakov come miglior bomber del Paese. Ecco il secondo motivo.

Perché non prenderlo

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Il costo è alto: 26 milioni. Gli stessi di Joao Felix, un paio in più di Belotti (24), solo tre in meno di Morata (29). Logico puntare su altre punte come prime scelte, anche perché viene difficile immaginare una Russia oltre gli ottavi di finale. Consideratela una buona scommessa, ma senza esagerare.

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