Dzeko, Lautaro, Correa: segnano sempre e sono intercambiabili: e Inzaghi sorride

Sette gol in 3 partite: è il loro bottino tra nazionale e campionato. I tre bomber sono destinati ad alternarsi a seconda delle esigenze, ma Inzaghi sa di poter stare tranquillo là davanti: soluzioni, alternative e intesa non mancano

Sette reti in tre partite, senza distinzione di colori e di ruoli. Da Dzeko a Lautaro e Correa, l’attacco nerazzurro viaggia a vele spiegate. Tanto in campionato, quando si tratta di far volare l’Inter con due successi nelle prime due giornate, quanto in ambito internazionale, quando si tratta di guidare la Bosnia in casa della Francia o l’Argentina in territorio venezuelano. I gol di Dzeko (uno contro il Genoa e un altro contro i Bleus) e quelli della coppia Lautaro-Correa (tre contro il Verona e due contro la Vinotinto) la dicono lunga sul momento d’oro dei tre assi a disposizione di Inzaghi, attualmente capaci di trasformare in oro tutto ciò che toccano. Ma non è solo questione di buttarla dentro, come si suol dire. I tre bomber nerazzurri stanno dimostrando anche di potersi alternare e integrare alla perfezione, offrendo a Inzaghi molteplici soluzioni offensive di uguale efficacia.

ALTERNATIVE E SOLUZIONI

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Dove li metti, stanno. Senza battere ciglio e con la medesima pericolosità. Nelle prime due uscite in campionato e nei rispettivi impegni con le nazionali, i tre attaccanti al servizio di Inzaghi si sono ritrovati a interpretare ruoli diversi con compiti differenti, ma il risultato è stato sempre lo stesso: gol, assist e costanti fraseggi, come se i tre fossero compagni da anni. Nel 3-5-2 di Inzaghi (che finora non ha potuto testare Sanchez) i tre bomber sono destinati ad alternarsi a seconda delle esigenze e delle circostanze, ma il tecnico nerazzurro adesso sa di poter dormire sonni tranquilli in qualsiasi situazione. A Verona si è avuto un assaggio della forza d’urto capace di produrre l’accoppiata Dzeko-Lautaro, con il bosniaco ad agire da punta centrale e da regista offensivo per liberare spazi a favore del Toro. Per un quarto d’ora scarso si è vista anche la coppia Dzeko-Correa dopo la staffetta tra i due argentini, per finire con il Tucu nel ruolo di unica punta. Risultato? Un sigillo per Lautaro, due per Correa e un’infinita serie di scambi in zona d’attacco, con preziose sponde del bosniaco prima per il Toro e poi per il Tucu. A Inzaghi resta ancora da testare i due argentini in coppia, ma l’esibizione albiceleste in terra venezuelana ha offerto una prima, importante garanzia sulla bontà della soluzione.

ASSI INTERCAMBIABILI

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E’ vero che l’Argentina gioca solitamente con il 4-3-3, ma i movimenti e il raggio d’azione dei due si possono tranquillamente trasferire nell’attacco a due di Inzaghi. Merito della capacità del Toro d’interpretare con disinvoltura tanto il ruolo di attaccante centrale quanto quello di seconda punta, un po’ come ha fatto anche Correa a Verona. Inoltre, i compiti e i movimenti del Tucu nel trio offensivo albiceleste ricalcano quelli di Lautaro in nerazzurro, così come il lavoro svolto dal Toro in nazionale risulta sovrapponibile a quello richiesto a Dzeko. Se il bosniaco è una prima punta pura con caratteristiche tecniche da regista, capace di aprire spazi e fare da sponda, i due argentini possono indossare differenti vesti e scambiarsi di ruolo senza ridurre l’efficacia della manovra, potendo anche sobbarcarsi il peso del reparto a seconda delle necessità.

FEELING E INTESA

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Il risultato in ogni caso è il medesimo, non solo in termini di gol e assist. Il costante fraseggio e i rapidi uno-due dell’accoppiata Dzeko-Lautaro si sono visti anche tra il Toro e il Tucu in maglia albiceleste. Questione di affinità tra giocatori dall’elevato tasso tecnico, dallo spiccato fiuto per il gol e dalla naturale propensione a partecipare alla manovra. Perché Dzeko non è il classico “puntero” buono a giocare solo spalle alla porta, perché Lautaro è abile tanto ad attaccare la profondità quanto a spaziare sull’intero fronte offensivo, e perché Correa sa farsi valere sia quando c’è da fare a spallate sia quando si tratta di scardinare le difese avversarie con improvvisi tagli verso il centro. A prescindere da chi giochi, i tre hanno dimostrato di sapersi cercare e di sapere esaltare le rispettive caratteristiche individuali. Inzaghi si ritrova così tre potenziali coppie perfettamente intercambiabili, tutte con la medesima capacità di colpire e far colpire. Oro colato per l’attacco nerazzurro, che si conferma più completo e variegato di quello precedente targato all’insegna della “LuLa”.

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