Dybala: rinnovo e leadership, presto l’incontro. Alla Juve serve Joya

Stretta finale per il contratto almeno fino al 2025: sarà lui a raccogliere la pesante eredità di Ronaldo

La vita di Paulo Dybala è tornata alla normalità: due partite da titolare con la Juventus (e con la fascia da capitano al braccio) e poi il volo intercontinentale per raggiungere il ritiro della nazionale argentina, dove si preparerà alle tre partite di qualificazione al Mondiale 2022. Una piacevole routine che gli era mancata nella stagione precedente, quando tra infortuni e vari guai gli era capitato spesso di saltare gli impegni con la Seleccion e pure di rimanere in panchina (o di andare in tribuna perché infortunato) con il suo club. La Joya dovrà riabituarsi anche a un’altra vecchia consuetudine: essere il totem e il leader tecnico come lo era nella Juventus pre CR7. Un ruolo che gli piace molto, perché come tutti i giocatori di talento Paulo ama stare al centro della scena, ma che comporta anche parecchie responsabilità. Un ruolo che il giocatore è convinto di poter interpretare al meglio, ma che a questo punto s’aspetta che gli venga riconosciuto anche sulla carta, con un prolungamento di contratto adeguato che lo faccia diventare il simbolo della nuova Signora targata Max.

L’eredità di CR7

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Dybala non ha mai avuto dubbi: anche quando tutto andava storto e i rapporti con la società non erano idilliaci, ha sempre desiderato solo la Juventus. Non ha cambiato idea ora, alla luce della grossa opportunità che il mercato gli ha regalato: Allegri gli aveva già detto (e dimostrato, con l’investitura da vice Chiellini) di voler puntare forte su di lui, ma senza Ronaldo la sua centralità sarà ancora più marcata. Cristiano era il più forte e anche il più pagato, la Juventus s’aspetta che Dybala ne raccolga il lascito e si carichi sulle spalle una squadra che inizia un nuovo percorso, con tanti giovani bisognosi di una guida autorevole. Paulo è pronto a farlo, ma vuole un matrimonio lungo, per avere la certezza che il club punti forte su di lui e il rinnovo non sia legato solo al pericolo di perderlo a zero (il suo contratto scade nel 2022).

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Rinnovo da dieci

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Più che sulle cifre, la partita si giocherà sulla durata. Allo stato attuale, dopo tre incontri (il primo per conoscersi, visto che Jorge Antun e Federico Cherubini non si erano ancora mai incontrati di persona), le parti sono distanti per ingaggio e nuova scadenza. La Juventus ha fatto un’offerta più bassa rispetto a quella presentata da Fabio Paratici un anno fa (intorno ai 10 milioni più bonus per arrivare a 12): 7+2 di bonus. Paulo vorrebbe arrivare a 10, magari non subito ma comunque con un contratto che preveda uno stipendio a salire (e con bonus più facilmente raggiungibili) per diventare il bianconero più pagato (attualmente è De Ligt con 8+4 di bonus) e vorrebbe un quinquennale (altri 4 anni più quello che gli resta) per prolungare fino al 2026, mentre l’offerta bianconera si ferma al 2025. Significherebbe legarsi alla Signora fino a 32 anni e per il giocatore sarebbe un’indicazione chiara anche sul progetto futuro del club.

Quota 20

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Antun e la Juventus si erano dati appuntamento a fine mercato e ora l’agente dell’argentino aspetta una chiamata, anche perché a breve conta di tornare in Sudamerica. E’ probabile che ci sia un incontro già tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Intanto Dybala suda e spera di scendere in campo già nella notte tra oggi e domani col Venezuela. La doppia cifra è uno dei suoi chiodi fissi e più che sul contratto è focalizzato sui gol che vuole segnare nella prossima stagione: con Pirlo ha toccato il minimo storico in bianconero (5) con Allegri invece in 2 annate su 4 era andato sopra i 20 (23 e 26) e una volta si era fermato a 19. Paulo ha 20 gol nelle gambe, senza Ronaldo tornerà a essere il primo rigorista e di sicuro calcerà più punizioni, quindi avrà più occasioni. Dovrà sdoppiarsi tra il creare e il concretizzare, Allegri gli concederà grande libertà in campo e in cambio gli chiederà di tornare a fare la differenza sempre, ritrovando la continuità perduta. Cristiano è sempre stato un accentratore, ma era anche quello che ti faceva vincere le partite sporche: gli bastava un pallone per essere decisivo. Dybala ne erediterà oneri e onori e la Juve s’aspetta che dimostri in campo di essere l’uomo giusto. La Joya si sente pronta: sogna una stagione da dieci e sa che tanto, se non tutto, dipende da lui.

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