Dybala, ottima la prima: parole giuste al momento giusto

Se la prima impressione è quella che conta, Paulo Dybala ha fatto subito centro al debutto sulla nuova scena mediatica che lo vede protagonista. Il neogiallorosso ha pronunciato le parole giuste al momento giusto: nessun proclama tonitruante, nessuna dichiarazione protesa ad alimentare facili illusioni e ad accattivarsi la platea, molta passione, l’evidente consapevolezza di avere fatto la scelta migliore. E tutto questo, coniugato alla curiosità di vivere la nuova avventura in una piazza che ha già conquistato, prima ancora della spettacolare presentazione all’Eur.

Dybala: "Totti mi ha parlato bene di Roma, sulla 10..."

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Dybala: “Totti mi ha parlato bene di Roma, sulla 10…”

Marotta e Tiago Pinto

Dybala con la Juve ha conquistato 5 scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe di Lega, arrivando alla finale Champions League, anche se lì, il sogno è rimasto tale. Dybala sa bene che cosa significhi vincere e, proprio per questo, il passaggio sulle ambizioni tricolori della Roma, è stato significativo: “È presto per parlare di scudetto, c’è tanta voglia da parte di tutti di far bene. La Roma ha vinto un trofeo molto importante e vuole avere ambizione per il futuro. La Roma è cresciuta con il mister e i giocatori. In questo momento ci sono squadre più avanti di noi per lo scudetto, noi dobbiamo lavorare per far bene”. Questo si chiama realismo, così come il mancato approdo all’Inter non ha lasciato strascichi nei rapporti con Marotta. La verità che Dybala ha scelto la Roma perché la Roma ha voluto Dybala più di ogni altra squadra (“La dimostrazione di volermi è stata importante per me”): decisivo il blitz torinese di Pinto, i cui meriti nell’operazione meritano di essere ulteriormente rimarcati, così come decisivo è stato il rapporto instaurato da Dybala con Mourinho (“è uno come me: vuole vincere”).

La Juve e Totti

A giudicare dai messaggi di molti tifosi bianconeri che si leggono in calce ai post pubblicati sul cliccatissimo profilo Instagram da 48 milioni, malinconia e rimpianti per l’addio all’argentino tradiscono i sentimenti dei suoi ex tifosi. L’aspettano il 27 agosto a Torino, per un’accoglienza sicuramente affettuosa: Dybala si è guadagnato rispetto sul campo nei suoi sette anni sabaudi, rispetto reciproco, confermato anche dalla volontà di non esultare in caso di gol e dalle modalità di distacco dalla Juve, rifuggendo da sortite polemiche. Un sentimento di rispetto nutrito anche nei confronti del Totem romanista che ha indotto Dybala a declinare la maglia Numero 10 “perché sappiamo chi sia stato l’ultimo a indossarla”. Miglior complimento a Totti, Dybala non poteva rivolgere. Ha già capito tutto. E il bello deve ancora venire.

Dybala: “Se segno alla Juve non esulto”

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Dybala: “Se segno alla Juve non esulto”

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