Dybala, gennaio caldo: è il mese decisivo in tutti i sensi

L’argentino dice di non aver ricevuto proposte per il rinnovo, la Juve sostiene il contrario: situazione da risolvere al più presto, anche perché nella prossima stagione la Joya andrà in scadenza

Se c’è un mese decisivo per Paulo Dybala, la scelta è semplice semplice: gennaio, quindi ci siamo dentro. Attenzione, non è un passaggio banale perché si stanno per riaprire le trattative e con il calciomercato live può succedere di tutto. Il discorso è molto più profondo: gennaio per rinnovare, gennaio per andare, gennaio per evitare equivoci e per non rinviare la pratica di altre settimane, sarebbe pericoloso. Non per un discorso esclusivamente legato ai numeri (Paulo ha un impegno fino al 30 giugno 2022) ma per un motivo di opportunità. Ci riferiamo anche e soprattutto alla serenità che va ritrovata o seppellita definitivamente, non può certo esistere una banale via di mezzo.

Troppi equivoci

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Non escludiamo un rinnovo ma ci sembra troppo frizzante l’aria. Riepilogando: Dybala dice di non avere avuto un’offerta, Andrea Agnelli risponde di avergliela fatta, una proposta da “top 20”, nella speranza che dal campo presto ci possano essere riscontri migliori. La sintesi è questa, sinceramente non bella, dopo essere partiti dal presupposto che uno dei due non ha detto la verità. Altrimenti Dybala avrebbe dovuto dichiarare “la proposta è stata fatta, dirò la mia entro un paio di settimane”. E Agnelli avrebbe dovuto aggiungere “ci auguriamo che l’accetti, poi sarà il campo a dimostrare se meriterà un aumento oppure no”. Invece, siamo su una dimensione diversa: Paulo dice di essere felice ma non ci crediamo; se lo fosse, non sarebbe una questione di soldi, 9 a stagione anziché 15. Quindi, il nuovo contratto non c’è, magari ci sarà, con l’aria che tira non ci sembra una cosa semplicissima e figlia di un indissolubile feeling. Anzi.

Dentro o fuori subito

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Ricordiamo sempre, e non sono accettate smentite, un passaggio fondamentale: la Juve aveva ceduto Dybala al Manchester United un anno e mezzo fa, se non fosse stato per il rifiuto di Paulo di traslocare in un campionato – la Premier League – che almeno a quei tempi gli faceva venire l’orticaria. Lui è per la Spagna e sarebbe bello se Real Madrid e Barcellona avessero mezza cassaforte piena piuttosto che vuota (se non tutta) com’è accaduto nell’ultimo periodo. Nel caso in cui Dybala rinnovasse, ci toglieremmo qualsiasi tipo di pensiero. Qualora così non fosse, sarebbe giusto provare qualcosa subito, entro la fine della finestra invernale: uno scambio davvero conveniente oppure l’offerta di chi può davvero permetterselo. Dimentichiamo i 90 milioni ma diremmo anche gli 80, i 70 e probabilmente i 60: sia perché il contratto non è lungo, sia perché (soprattutto) oggi nessuno è in condizione di permettersi cifre del genere. Senza considerare che un Dybala più in panchina che in campo sarebbe un’ulteriore bastonata.

Scadenza vicina

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Ma c’è un altro motivo che rende gennaio fondamentale: se finisse 0-0, niente rinnovo e niente cessione, si andrebbe al ballottaggio in una situazione sempre più pericolosa per la Juve. A un anno dalla scadenza, la valutazione scenderebbe nel sottoscala e diventerebbe complicato un epilogo in grado di soddisfare al cento per cento il club. È vero che il mercato sta cambiando e che vanno quasi in scadenza anche i big che fanno la differenza, tuttavia questa storia di Dybala ha un pregresso di quasi un anno e mezzo (l’avevi ceduto, lui non ha voluto). E procrastinare ancora, andando oltre gennaio, sarebbe una mossa da voto basso in pagella.

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