Dybala entra e fa un capolavoro: la Roma piega il Genoa e si prende i quarti

Premiato a inizio gara, l’argentino è entrato nella ripresa sbloccando il match con una serpentina e sinistro sotto la traversa

Era la festa di Dybala, giusto che a risolverla fosse proprio lui. Con una magia delle sue, tre avversari seminati come birilli, uno dietro l’altro, e il tocco vincente con quel sinistro che sa di magia. La Roma supera così per 1-0 il Genoa e se ne vola ai quarti di finale di Coppa Italia, dove affronterà la vincente di Napoli-Cremonese. I giallorossi hanno tenuto costantemente in mano la partita, anche se sono riusciti a sbloccarla solo a metà ripresa, proprio con il colpo da biliardo dell’argentino. Per il Genoa un paio di buone occasioni dove poteva essere più cinico e letale. A conti fatti, risultato giusto, con le statistiche finali che parlano di 25 tiri a 7 per i giallorossi e un conto finale dei corner di 16-1.

Ritmo lento

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Mourinho lascia a riposo Dybala e Smalling, Gilardino se la gioca senza Strootman, Aramu e Gudmundsson. Prima del via Dybala viene premiato come campione del mondo da un altro iridato, Bruno Conti, un pezzo di storia giallorossa. È forse l’emozione più grande della prima parte della serata, visto che poi si gioca e i ritmi non sono certo eccezionali. La Roma colleziona una marea di corner (al 45° il conteggio sarà 9-1 per i giallorossi) e ci prova anche a lungo, seppur senza grande costrutto. Nonostante alla fine del primo tempo il computo dei tiri sia 14-2 per i giallorossi, di occasioni davvero pericolose per Martinez Riera ce ne sono poche. Un tiro strozzato di Abraham (deviato in angolo dal portiere rossoblù) e un clamoroso incrocio dei pali di Pellegrini dal limite dell’area. Poi tanti tentativi velleitari, tra cui i tre di testa di Kumbulla, al suo esordio stagionale da titolare. Il Genoa, invece, si difende in modo ordinato, senza osare mai davvero niente di trascendentale, se non una bella ripartenza sprecata in modo inopinato da Yalcin all’altezza del dischetto del calcio di rigore. Il problema della Roma è un giropalla lento, in mezzo al campo manca energia e Mourinho prova a cambiare qualcosa in corsa invertendo i due esterni (Zalewski ed El Shaarawy), ma con scarsi risultati. Gilardino, invece, si prende tutto quello che dà il campo, restando in partita senza poi rischiare granché.

Paulo chic

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Nella ripresa Mou si gioca subito la carta Dybala ed è una carta che si dimostrerà vincente. La Roma stringe d’assedio il Genoa, calcia 6 angoli in dieci minuti e va subito vicina al gol proprio con il suo campione del mondo, ma Martinez Riera è perfetto in angolo. Poi ci provano Bove e Zaniolo invano, entrano anche El Shaarawy e Spinazzola per aumentare le forze fresche. E mentre Coda spreca una ripartenza che sembrava poter essere davvero pericolosa, al 18’ proprio Dybala spezza l’equilibrio con un pezzo di bravura: salta uno, due e tre avversari e poi brucia di sinistro il portiere avversario. Per provare a recuperarla allora Gilardino mette dentro l’artiglieria pesante – Criscito, Strootman e Aramu – con il numero dieci che ha due buone occasioni per pareggiare, ma le spreca entrambi. Gli ultimi minuti sono così di sofferenza, con la Roma che arretra il baricentro ma alla fine porta a casa la vittoria che le consegna i quarti di finale. Il modo migliore anche per preparare la sfida alla Fiorentina di domenica prossima, in campionato.

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