Dybala a San Siro: la rivincita Mondiale

ROMADove eravamo rimasti? Dopo il rigore dell’infortunio, il rigore della finale di Doha, il rigore decisivo procurato contro il Bologna, Paulo Dybala torna a San Siro che già lo ha visto felice il primo ottobre. Con una volee di sinistro avvio? il ribaltone contro l’Inter, mostrando la maschera ai tifosi che potevano essere suoi, nella serata più bella del campionato della Roma. Stavolta proverà a tenere aperta la corsa alla Champions in uno scontro diretto che può rappresentare la svolta della stagione. Non è cominciato bene il 2023, risultato a parte, ma la presenza di Dybala sostiene le ambizioni di José Mourinho, squalificato proprio come nell’ultima visita a Milano: con l’amuleto Foti, il vice allenatore, la Roma ha vinto quattro partite su quattro.

ALLEGRIA

Tralasciando la cabala, che conta il giusto, è Dybala la Grande Speranza. Non perché è un campione del mondo ma perché è il campione della Roma. Senza il suo «Paolino», capocannoniere e ispiratore della squadra, Mourinho ha perso tre partite su sette, conquistando appena 8 punti. E contro il Torino, appena prima della sosta, ha rimediato alla sconfitta quasi solo grazie al suo ingresso, negli ultimi 21 minuti. Con lui tra i titolari invece la Roma ha incassato 22 punti in 9 partite, alla media di 2,44 punti. Moltiplicati per le 16 giornate già giocate, farebbero 39 punti. Quindi appena due in meno del Napoli capolista. Non servivano i numeri per comprendere la differenza di Dybala, ma quando Mourinho lo descrive come «la luce» forse non cerca alibi per un gioco ancora insoddisfacente e per la distanza dalla zona Champions. Si rende conto di una realtà, della quale sono stati finora protagonisti negativi tanti altri giocatori che – inconsciamente o meno – si sono sentiti deresponsabilizzati dalla nuova stella del gruppo e hanno reso al di sotto delle loro possibilità.

GESTIONE

La luce a San Siro, dunque. Nonostante le condizioni atletiche imperfette, che ne stanno consigliando anche in allenamento una gestione prudente. Nonostante i crampi che lo hanno obbligato a chiedere il cambio contro il Bologna, già ritardato rispetto al programma prestabilito: Dybala, che aveva lavorato poco a causa delle vacanze post mondiali comunque decurtate con un ammirevole buon senso, avrebbe dovuto giocare un’ora, invece è uscito al minuto 71 lasciando spazio a Edoardo Bove. Ma domani sera giocherà dall’inizio, per poi magari essere sostituito nel secondo tempo.

PRECEDENTI

Il Milan gli porta tradizionalmente bene: gli ha segnato 7 gol, aggiungendo al pallottoliere offensivo 5 assist. Però fuori casa, quindi al Meazza, non lo colpisce da una vita. Addirittura dal 2 novembre del 2014, a 21 anni, quando giocava nel Palermo. Con la Juventus non ci è mai riuscito. Una motivazione in più per farlo con la Roma. In questo campionato Dybala è stato battuto solo a Udine, in una serata di blackout generalizzato che risale al 4 settembre, e punta a prolungare l’imbattibilità.

IL RITROVO

In campo ritroverà due avversari della finale di Qatar 2022, allo stadio Lusail: Giroud e Theo Hernandez. Theo in particolare gli capiterà spesso a tiro, sulla fascia destra della Roma. Il suo obiettivo è beffare ancora i francesi. Ma non per l’Argentina, che ha già gioito abbastanza. Stavolta Dybala giocherà per Mourinho, per le migliaia di tifosi che lo seguiranno a San Siro, per rialzare la testa nella volata alla Champions. La Roma ha restituito allegria a Paulo, Paulo ora freme per ricambiare.


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