Duncan, Kouame, Gervinho, Inglese: i nodi mercato di Fiorentina e Parma

La classifica dei viola e dei gialloblù è già una mezza sentenza. Le due squadre pagano gli errori compiuti nel mercato estivo e ad oggi non sembrano ancora aver risolto le questioni più spinose

Ci sono due società che hanno bucato il mercato estivo, che hanno cambiato proprietà da poco e che non possono permettersi ulteriori passaggi a vuoto. Stiamo parlando di Fiorentina e Parma, ci sono diversi personaggi anche importanti al centro del nostro discorso: Kouame, Duncan, Inglese, Gervinho. Con la forte consapevolezza che sbagliare le prossime mosse sarebbe pericolosissimo, la classifica è già una mezza sentenza. Il discorso vale anche per due direttori che devono fare meglio: Pradè ha avuto tra le mani un budget importate ma ha bucato diverse scelte; Carli dopo Empoli deve ritrovarsi, a Cagliari non era al centro del progetto mentre a Parma si è presentato con gli acquisti da metà settembre in poi, erano soprattutto stranieri e non è certo stata un’idea geniale.

LA VIOLA APPASSITA

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Un anno fa di questi tempi la Fiorentina aveva preso Cutrone in prestito pensando di aver risolto i problemi, ora l’attaccante è tornato al Wolverhampton. Sono stati spesi tanti soldi per Duncan e Kouame, oggi hanno già richieste per andar via e soprattutto non giocano. Lirola doveva essere il cursore di fascia destra importante perché molto costoso, un altro mezzo flop, non più incedibile, l’Olympique Marsiglia in azione. Ora che si è nuovamente infortunato Ribery, la Fiorentina deve stare attenta a non mandare in rovina un’altra sessione perché poi non ci sarebbe da meravigliarsi se le cose peggiorassero. E andrebbero messi a posto i contratti di Milenkovic e Pezzella, tutt’altro che lunghi, ma la sensazione è che entrambi abbiano deciso di andar via. E se non l’hanno ancora fatto è soltanto perché la Fiorentina ha resistito per una questione di principio e di orgoglio, senza fin qui trovare la strada per arrivare a un’intesa contrattuale. Se Milenkovic dovesse partire a luglio, il club ci ricaverebbe poco. Tutelare Vlahovic va bene, giusto non prendere un attaccante che possa fargli ombra e mettere in discussione la titolarità. Ingaggiare Callejon e Bonaventura senza un ritorno tecnico, anzi giocano sempre meno, è l’ennesimo salto nel buio che non può essere cancellato da una trionfale notte in casa della Juve. Ma se pensiamo che lo scorso gennaio la Fiorentina aveva preso Amrabat per l’estate e che ora ha tanti quiz da risolvere, la conclusione è che il progetto Commisso sta andando avanti a piede lento e con un bel mucchio di difficoltà.

I PROBLEMI DEL PARMA

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Kyle Krause ha voluto parlare con Fabio Liverani per spiegargli bene le motivazioni dell’esonero e questo gli fa onore, un presidente deve sempre metterci la faccia. Ma il Parma di oggi è davvero un equivoco, riporta D’Aversa in panchina per una questione di contratto (oltre un milione e mezzo netto fino al 2022) più che di stimoli. Fosse dipeso dalle motivazioni, D’Aversa avrebbe risposto picche come la scorsa estate. Il Parma ha troppi punti di domanda sul mercato: Gervinho verrebbe immolato per scaricare un ingaggio importante e perché la filosofia del club è quella di puntare sui giovani; Inglese magari andrebbe ma perdere un attaccante così significherebbe lasciar scivolare una delle poche certezze. Continuiamo: la difesa è logora, Bruno Alves in testa; molti stranieri, Brunetta compreso, non si sono ambientati, come avrebbero potuto se sono arrivati a pochissime settimane (o giorni) dall’inizio del campionato? Ci sarebbe da chiudere almeno tre o quattro trattative, anzi siamo più sinceri: il club avrebbe già dovuto operare in modo da presentarsi a gennaio con qualcosa di pronto, un innesto almeno per ogni reparto. Gli errori estivi ci stanno ma non andrebbero ripetuti, invece Fiorentina e Parma oggi sono sulla stessa barca, con il mare abbastanza in tempesta.

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