Doppia dose per andare allo stadio: oggi si decide sulla capienza

In programma il Consiglio dei ministri che definirà l’uso del green pass: Speranza è per il 25% ma il fronte aperturista cresce

Adesso è tutto nelle mani di Draghi. Sarà il premier a definire oggi dove e in che modo si dovrà utilizzare del green pass. Per gli stadi sembra ormai chiaro che l’accesso sarà consentito soltanto a chi è vaccinato con doppia dose (mentre per servizi considerati essenziali come i ristoranti si parla per il momento di una). Doppia dose significa anche il massimo della protezione possibile, circostanza che fa ben sperare sull’aumento dei posti destinati ai tifosi negli impianti all’aperto. Il ministro della Salute Speranza, così come il ministro della Cultura Franceschini per quanto riguarda cinema e teatri, sembra però ancora orientato alla prudenza e quindi a confermare il 25% della capienza anche per i vaccinati.

“Alzare la quota”

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Ma il fronte “aperturista”, di cui fa parte anche il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, appare sempre più numeroso. Il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha dichiarato a La7: “Se si introduce il green pass nei luoghi di cultura e dello sport come gli stadi, secondo me si può anche alzare la quota percentuale di persone che possono entrare, perché se nessuno rischia, non si vede il perché debba rimanere bassa”. Un discorso semplice e lineare, seguito dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga: “Abbiamo elaborato alcune proposte sull’uso del green pass in un’ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa di attività fino ad oggi limitate, come ad esempio grandi eventi sportivi e di spettacolo”. Anche la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra, ancora su La7, ha nominato gli stadi, facendo riferimento alle situazioni nelle quali il distanziamento è più difficile: “Se si vuole andare in luoghi facoltativi come discoteche e stadi, dove ci possono essere assembramenti, ci si deve vaccinare, altrimenti si rinuncia”.

“Verso la normalità”

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Ma particolarmente interessante è la posizione del sottosegretario del Ministero della Salute Andrea Costa, apparentemente meno rigida di quella del ministro: “Il green pass per entrare allo stadio? Parliamo di uno strumento già utilizzato e che ci permette di tornare alla normalità. Applicarlo allo stadio ci consente di iniziare la stagione con il pubblico in presenza – ha detto a radio Kiss Kiss Napoli -. Lavoriamo con la Figc per sforzarci di mettere in atto percorsi condivisi e c’è dialogo stretto anche con la Lega. Dobbiamo però avere ancora prudenza: non siamo fuori dalla pandemia. Ma la prudenza non si trasformi in paura. L’obiettivo è aprire gli stadi gradualmente: a fine settembre contiamo di raggiungere l’immunità dal Coronavirus. Il prima possibile cercheremo di avere nuovamente gli stadi pieni”.

L’attesa

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Facciamo dunque il punto della situazione. Da una parte c’è chi vuole consentire l’accesso agli impianti per il 25% della loro capienza, così come è stato per le gare dell’Europeo, dall’altra chi sfruttando la tutela di un green pass con doppia dose punta ad alzare la percentuale almeno fino al 50, da aumentare gradualmente. Ma c’è pure chi all’interno del governo spinge per una piena riapertura. Oggi, dopo la cabina di regia e l’atteso Consiglio dei ministri ne sapremo molto di più, anche se quelle in arrivo saranno indicazioni che poi ogni settore declinerà in base alle proprie esigenze. Occorrerà capire se il distanziamento, che verrà mantenuto nei ristoranti così come l’uso della mascherina, negli stadi si potrà ridurre e di quanto. Sarà questo poi a determinare la quantità di pubblico ammessa. Lega e Federcalcio, come noto, puntano ad una riapertura degli impianti al 100%, unica soluzione che consentirebbe alla nostra Serie A di prendere una bella boccata di ossigeno dopo una crisi che per la pandemia è stata quantificata in 1,2 miliardi di mancati ricavi. Se così non fosse il presidente della Lega Dal Pino tornerebbe prepotentemente alla carica rivendicando come ancora più urgente un aiuto da parte dello Stato, che finora per il massimo campionato è stato praticamente nullo. È tutto nelle mani di Draghi, si diceva, un premier europeista che ha già fatto capire di voler fare sul serio con il green pass, per tutelare la salute degli italiani e per dare una nuova spinta alla campagna vaccinale. La riapertura degli stadi in questo senso sarebbe un bell’incentivo.

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