Diawara, ok il posto è tuo. Ecco come è rinato dopo un anno da incubo

ROMA – Dopo tanto tempo dall’ultima volta, Amadou Diawara ha vissuto una settimana da protagonista e in totale serenità. Merito della sua ottima prestazione contro la Fiorentina, culminata con il gol vittoria a due minuti dalla fine del match. Merito anche della professionalità che ha sempre dimostrato in questi mesi in cui ha giocato davvero poco e che lo ha reso un ragazzo benvoluto da tutti a Trigoria. Basti guardare l’esultanza della squadra al suo gol: tutti ad abbracciarlo, tutti felici per la vittoria ma anche per una rete che per il guineano significa liberazione. Dagli infortuni, dai momenti bui vissuti in un anno solare terribile tra il caso Verona, il Covid, le dichiarazioni dell’agente e la separazione dalla fidanzata. Insomma, ne ha passate tante Amadou dal gennaio 2020 a oggi. Ma adesso è pronto a tornare a brillare e a far vedere che il professore, come lo chiamavano i giallorossi al suo arrivo nella Capitale, non si era improvvisamente trasformato in un somaro. 

Nei primi mesi in giallorosso le cose erano anche andate bene, ma poi un anno fa l’avventura del ragazzo in giallorosso ha preso una piega totalmente diversa. La lesione del menisco riportata nella gara contro la Juventus, il 22 gennaio del 2020, è stata naturalmente la principale causa dei suoi problemi. Amadou aveva scelto di non operarsi ma di optare per la terapia conservativa, così per quarantatré giorni ha lavorato tra fisioterapia e riabilitazione per poi scendere in campo agli inizi di marzo in una partita della Primavera. Quando tutto sembrava passato, il Coronavirus lo ha fermato nuovamente con lo stop del campionato che non gli ha permesso di ritrovare gamba e ritmo, lasciandolo a casa con tanti punti interrogativi e incertezze sul futuro. Inevitabilmente il suo stop di cinque mesi (tra infortunio e lockdown) ha compromesso anche il suo rientro in campo: il centrocampista ha sì giocato titolare alla ripresa del campionato, ma senza incidere come faceva nei suoi primi mesi alla Roma. La sfortuna lo ha perseguitato anche all’inizio di questa stagione, quando si è ritrovato involontariamente al centro delle notizie per l’errore commesso dal club sulla lista dei giocatori utilizzabili per la gara contro il Verona. E non è finita: prima il caso aperto dal suo procuratore che dopo la panchina contro la Juventus aveva aperto alla cessione, poi la positività al Coronavirus che lo ha costretto a un mese di stop tra isolamento e scarsa condizione fisica e infine la fidanzata che lo ha lasciato il giorno dopo San Valentino. 

Sette partite saltate, poi tre gare da titolare in Europa League, ma soltanto una manciata di minuti in campionato e tante panchine che avevano ipotizzato un addio nella finestra di mercato invernale. Le offerte non mancavano: addirittura dieci club tra Italia ed estero lo avevano cercato per tenerlo in prestito sei mesi e dargli la possibilità di giocare titolare fino alla fine della stagione. Nonostante le proposte (alcune anche allettanti) il ragazzo ha deciso di rimanere a Trigoria. Sia chiaro, per la Roma Diawara non è considerato di troppo come altri giocatori (Fazio e Juan Jesus in primis), ma come una risorsa preziosa per il presente e il futuro. Tiago Pinto è convinto che il ventitreenne possa essere uno dei giocatori su cui puntare in futuro: l’ex Benfica stima molto il ragazzo, è consapevole delle difficoltà avute negli ultimi dodici mesi e ha avuto una conversazione con lui proprio per rinnovargli la fiducia. E i risultati si vedono.

Contro la Fiorentina è arrivata la sua miglior partita della stagione ma anche la tegola Veretout, che resterà fuori per almeno un mese. Ecco, sarà proprio Diawara a doverlo sostituire in mezzo al campo in almeno cinque partite tra campionato ed Europa League. A cominciare dal match di domani pomeriggio contro il Genoa. 

Roma, Mancini show con la Fiorentina: ecco la sua esultanza a fine partita

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