Di Natale su Raspadori: “Giacomo è pronto al salto. Inzaghi farebbe un affare”

L’ex bomber: “Il mio no alle big fu una scelta di vita. Fossi in lui, però, resterei al Sassuolo fino alla fine della stagione”

Vincenzo D’Angelo

10 novembre – Milano

Per spiegare bene cosa è stato Totò Di Natale per il calcio italiano, basterebbe fermarsi alla lettura dei numeri: 209 reti in A in 445 partite e sesto posto all time del nostro campionato, 227 gol con l’Udinese in tutte le competizioni, tre titoli di capocannoniere. Un viaggio fenomenale che ha portato Totò nella storia, nonostante una carriera vissuta in provincia. Sì, perché si può essere grandi anche senza giocare nei top club e avere pure la forza – e il coraggio – di rinunciare al grande salto senza rimpianti. L’attuale tecnico della Carrarese (Serie C) prova allora a tornare indietro nel tempo, a ragionare da calciatore e analizzare la situazione di Giacomo Raspadori, talento in rampa di lancio dal futuro incerto al Sassuolo.

Di Natale, oggi a Raspadori sembra star stretta la provincia, cosa che invece per lei è stata un elemento di forza. Lei non è caduto davanti alla tentazione di Juve, Napoli, Milan, Roma…

«Ma la scelta che ho fatto io l’ho presa in età più matura e fu soprattutto una scelta di vita: la mia famiglia stava benissimo a Udine e anche io ero felice. Non c’era motivo di cambiare. La situazione di Raspadori è diversa: quando un club come l’Inter si interessa a te ci sta che uno possa vacillare. Giacomo è un ragazzo forte, uno che farà tanta strada. E sono già più stagioni che dimostra il suo valore».

Potesse dargli un consiglio, cosa gli direbbe?

«Suggerirei di finire l’anno al Sassuolo e poi andare con più consapevolezza in una grandissima squadra. Un conto è giocare e crescere al Sassuolo, un altro è presentarsi a San Siro, con la maglia dell’Inter e con un club che lotta per vincere lo scudetto: sicuramente ci sarebbero meno spazio e possibilità di giocare da protagonista. Almeno nell’immediato. Ecco perché sono convinto che la strada migliore sarebbe un altro anno a Sassuolo: all’Inter potrebbe mettersi in mostra entrando a gara in corso, ma sarebbe diverso».

Ma in casi del genere, non è meglio assecondare l’eventuale desiderio del giocatore?

«Il Sassuolo è un club serio, in cui è cresciuto e dove è stimato. Se ci fosse questa possibilità, lo lascerebbero libero di decidere. Se la voglia di Inter sarà più forte di tutto, sarà giusto lasciarlo andare, per il bene di tutti».

Dove si aggiungerebbe a un pacchetto di grandi attaccanti.

«Anche Raspadori è un profilo da grande squadra: è un tipo sveglio, che vede bene la porta e sa giocare in più posizioni. È un giocatore alla Sanchez per intenderci: può fare la prima o la seconda punta e ha delle caratteristiche perfette per giocare accanto a Lautaro o Dzeko, ma pure con Correa o Sanchez. E poi ha valori umani importanti, come Tonali al Milan: ragazzi umili con i piedi per terra e il desiderio di diventare protagonisti ad alti livelli. Chi prende giovani così, fa sempre un affare…».

Raspadori ha segnato solamente un gol in questa stagione.

«Nel mio secondo anno a Udine venivo da una stagione da 28 reti, poi è arrivato Guidolin e per le prime sette gare non riuscivo segnare. In questi casi bisogna stare sereni, non vivere con assillo il desiderio di gol ma pensare a giocare di più per la squadra. Il gol viene da solo e una volta che ti sblocchi è tutto in discesa. Esistono periodi in cui fai cento tiri e non prendi la porta e altri che come la tocchi, la butti dentro».

L’esperienza in Nazionale poi lo ha arricchito.

«L’azzurro ti aiuta a maturare in fretta. Io, quando venivo convocato, cercavo di rubare i segreti ai campioni che giocavano con me. E lui avrà fatto lo stesso, vincendo pure l’Europeo».

Ecco, magari vorrebbe subito giocare in Champions?

«Ripeto, io chiuderei l’anno al Sassuolo e poi andrei. In questi casi il treno non passa solo una volta: se l’Inter c’è oggi, ci sarà anche in estate. E magari a luglio arriverà il Real o un’altra big d’Europa. Alla fine, tutto dipende da cosa fai sul campo e al Sassuolo avrebbe ancora mesi da protagonista. Raspadori ha talento e l’età è dalla sua parte».

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