Di Francesco jr vuole tutto: in A con la Spal per sfidare ancora papà

C’è tanta Serie A nella B della Spal, guardando l’organico e pure i 6 gol delle 3 vittorie consecutive nel segno di Murgia, Valoti e Castro (doppiette), Di Francesco. Proprio Federico Di Francesco si è sbloccato contro la Salernitana al Mazza, contribuendo con la perla del raddoppio a frenare la corsa dei campani. Ora i ferraresi hanno alzato il tiro, dopo una partenza timida.

Cos’è scattato in voi?
«Ci voleva una vittoria e quella col Vicenza ci ha sbloccati. Ci siamo tolti un peso ripensando pure a com’è venuta, pur se l’atteggiamento è sempre stato lo stesso nell’impegno».

C’è voluto qualcosa di particolare per scuotervi?
«Il mister ha ripetuto più volte come il gruppo abbia la predisposizione al lavoro, poi è chiaro che i risultati ti permettono di prepararti in tranquillità. Nella settimana del Vicenza abbiamo avuto a che fare con il Coronavirus ed è stato un problema che ci ha fatto reagire sul campo».
La vittoria con la Salernitana è un segnale forte?
«È presto. La B è lunga e difficile, dobbiamo rimanere equilibrati nei vari momenti. Bisogna affrontare difficoltà e momenti positivi allo stesso modo».
Il suo bel gol coi campani sa di riscossa personale?
«E’ stato un gol importante per me dopo un’annata complicata. Sembrava che non ne uscissi più, ho sofferto tanto anche per non poter essere d’aiuto alla squadra. Nell’esultanza rabbiosa più che il riscatto c’era la liberazione».
La sosta è un freno o un’occasione per rifiatare?
«E’ un modo per mettere energie. Ci sono tanti ragazzi nelle Nazionali e speriamo di avere tutti a disposizione quando rientreranno».
Il Pescara è una trappola?
«Partita difficile, sono di Pescara e li conosco bene. Hanno avuto un avvio difficile e ora la storia è cambiata. Vengono da una bella vittoria con il Cittadella. Hanno giocatori là davanti che sono forti in una rosa di esperienza».
Considera l’Empoli la lepre?
«Non lo so, c’è tanta strada davanti a tutti. L’Empoli è quella che ha fatto meglio, noi abbiamo perso in casa loro».
Chi sono le rivali per la A?

«Le retrocesse, Empoli, Frosinone, Chievo e Salernitana. Il campionato è livellato e ci sono molte pretendenti».
Come si trova dopo 4 anni in A?
«Sto bene alla Spal. E’ normale che ci sia l’ambizione, qui ci sono i presupposti per fare bene e continuare a crescere».
Ferrara solo di passaggio?
«Dipende da tanti fattori, il nostro obiettivo è una stagione di vertice. Non ci nascondiamo ma restando equilibrati. Non mi piace guardare troppo avantii, però la mentalità è ambiziosa in una realtà che da anni sa far bene».
Quanto è difficile calarsi nella nuova dimensione?
«Ho voglia di giocare e divertirmi dopo aver passato l’anno scorso più tempo fuori che dentro. C’è un bel gruppo e ho delle buone sensazioni».
Le insidie più grandi in B?
«È una categoria dove si battaglia ogni partita, dovendo far valere gli aspetti tecnici, caratteriali e fisici. Stiamo avendo un atteggiamento positivo ed è una bella cosa».
Avete motivazioni in comune con suo padre Eusebio?
«Siamo diversi noi due, ci lasciamo entrambi alle spalle le esperienze negative e c’è voglia di rivalsa al massimo delle possibilità. Gli auguro a Cagliari di tirare dritto, sapendo che è un ottimo allenatore».

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