Deschamps racconta: “Ecco com’è andato il faccia a faccia con Benzema”

Deschamps continua a essere abbastanza sibillino. Benzema è tornato, ma l’impressione è che il rapporto personale tra i due continui a essere non idilliaco.

Come può la nazionale campione del mondo in carica diventare ancora più forte? Convocando per gli Europei qualcuno che in Russia non c’era per scelta del CT. Dopo anni di ostracismo e di polemiche, Deschamps ha deciso di portare con sè Karim Benzema. E e se il CT dei Bleus si aspettava che il discorso riguardo il centravanti del Real si esaurisse al momento della lista dei 26, ha decisamente capito male. Più che sulla preparazione al torneo, tutte le interviste che gli stanno facendo in questi giorni vertono proprio sul rapporto con l’attaccante. Quella con RMC Sport non fa eccezione e Deschamps continua a essere abbastanza sibillino. Benzema è tornato, ma l’impressione è che il rapporto personale tra i due continui a essere non idilliaco.

PERDONO – Ma questo sembra interessare al tecnico, che nel convocare il centravanti ha pensato solo al lato sportivo.”Faccio solo scelte sportive, ecco perchè ho convocato Benzema. È stata una convinzione molto profonda che mi ha portato a richiamarlo, ma non vi dirò quale”. Dunque, scelta tecnica e non personale. E quando si parla di “perdono”, Deschamps prende le distanze… “Perdono è una parola molto forte. Dopo che sono diventato commissario tecnico ho avuto alcune situazioni con determinati calciatori, ma non ho mai fatto scelte definitive. Se penso che qualcosa sia buono per la nazionale, tendo a farlo. Quella che riguarda Benzema non è stata una decisione personale. Se fosse stato così, non l’avrei presa”.

COSE FORTI – In ogni caso, il grande ritorno ha preso di sorpresa tutti. Forse persino lo stesso calciatore. “Mi chiedete se Benzema sperava nella convocazione? Probabilmente sì. Non posso rispondere per lui, ma credo che sia stato sorpreso. Aveva bisogno di parlare con me e io con lui. Ed è un qualcosa che doveva avvenire per rispetto al gruppo, non solo a me. Se non abbiamo parlato prima è perchè non c’è stato modo di farlo. E se l’ho convocato, vuol dire che la nostra chiacchierata è andata bene”. Sicuri? Beh, a sentire il CT non è che il centravanti del Real abbia iniziato col piede giusto. “Karim ha detto cose abbastanza forti, ma dopo tre minuti tutto è tornato alla normalità”. E adesso forse è l’ora di far parlare il campo…

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