Delio Rossi racconta Ilicic: “Al Palermo si risparmiava. Ecco cosa gli dicevo”

Un’altra intervista per voi amici di Pianetamilan.it. Dopo Capello e Zaccheroni, è il turno di Delio Rossi. Il tecnico non ha mai allenato il Milan, ma si è seduto sulla panchina di squadre importanti come Atalanta, Lazio, Palermo,…

Salvatore Cantone

1 aprile – MILANO

Un’altra intervista per voi amici di Pianetamilan.it. Dopo Capelloe Zaccheroni, è il turno di Delio Rossi. Il tecnico non ha mai allenato il Milan, ma si è seduto sulla panchina di squadre importanti come Atalanta, Lazio, Palermo, Fiorentina, Sampdoria e tante altre. Abbiamo parlato soprattutto di Josip Ilicic, che nelle ultime ore viene accostato con insistenza al Milan. Delio Rossi, infatti, ha allenato lo sloveno a Palermo, prima squadra italiana del calciatore in carriera. Ecco cosa ci ha detto.

Delio Rossi, buongiorno. Ci può raccontare l’arrivo di Josip Ilicic in Italia?

“Siamo andati in Europa League e abbiamo preso il Maribor nel sorteggio. Avevamo preso già Bacinovic, un mediano. Devo dire che il merito non è stato mio del suo arrivo, ma di mio figlio, che allora lavorava con Sabatini. E’ andato a vedere la partita del Maribor e mi ha detto: “Ilicic è un ragazzo molto interessante” e quindi prendemmo sia Bacinovic, sia Ilicic prima della partita del Palermo. Adesso mio figlio fa lo scouting al Milan. Non posso quindi prendermi io i meriti, ma è giusto dare a Cesare che quel che di Cesare. Il merito è di Sabatini e di mio figlio”.

Ce lo descrive dal punto di vista tecnico?

“Ilicic è il classico giocatore slavo. Grandissimo talento, perchè sa fare tutto. Sinistro incredibile, sa finalizzare, sa stare in campo. Devo dire che l’Ilicic che ho avuto io all’inizio era un grande talento, ma molto discontinuo. Era questo il motivo di frizione tra me e lui perchè i giocatori che vengono da quelle parti pensano che basti il talento per emergere. Credeva che bastasse giocare bene in partita e risparmiarsi durante la settimana. In realtà gli dicevo: “E’ esattamente il contrario. Devi dare il massimo durante la settimana e forse dare il massimo in partita”.

Di Ilicic si parla molto anche dal punto di vista caratteriale

“Lui è un ragazzo molto introverso. Non è molto espansivo. Devi trovare la chiave giusta. Essendo introverso, se sbaglia la prima palla rischia di innervosirsi e di fare una brutta partita. Viceversa, se fa bene le prime due-tre giocate ti fa la differenza. Quando sta bene ti fa vincere le partite. In un eventuale grande squadra ci sarebbero 3-4 giocatori con il suo talento, e quindi c’è il rischio che perda fiducia. Devi farlo giocare anche se la partita prima ha fatto male, altrimenti si intristisce e lo vedi per i fatti suoi. Ha bisogno di un ambiente che gli dia completamente fiducia. Se la sente ti dà il 110% ed è uno che accetta le responsabilità”.

Come vede l’Ilicic di oggi rispetto a quello che ha allenato Delio Rossi in passato?

“Devo dire che Ilicic ora è un giocatore completo. Adesso ha continuità e da questo punto di vista è stato bravo Gasperini. A Firenze o in altri posti c’era sempre questo fatto che faceva bene, faceva male, mentre adesso ha capito che la differenza la fai solo se ti alleni in una certa maniera. Ora gioca anche più avanzato, perchè noi giocavamo in un 4-3-1-2. Credo che il suo ruolo ideale sia quello dove l’impiega Gasperini, soprattutto sul centro-destra in modo da rientrare sul sinistro, piede con cui fai le cose migliori”.

Cosa comporterebbe l’acquisto di Ilicic da parte del Milan?

“Se uno prende Ilicic gli deve far sentire grande fiducia. Non uno della squadra, ma parte della squadra. Non la ciliegina sulla torta, ma una parte della torta. Perchè altrimenti c’è il rischio che il ragazzo non ti dia il meglio di se stesso. Ilicic adesso è nel pieno della sua maturità e sarebbe per lui motivo d’orgoglio confrontarsi in una grande squadra come il Milan, senza togliere niente all’Atalanta”.

Dal punto di vista tattico come lo vede all’interno dello scacchiere tattico di Pioli?

“Con il sistema gioco attuale 4-2-3-1 lo dovresti mettere dietro la punta. Non lo vedo proprio esterno, a meno che non si parta con un giocatore molto offensivo. Dà il meglio di sé partendo da destra, accentrandosi, ma stando leggermente più stretto, più vicino alla punta”.

Secondo lei Ilicic potrebbe essere complementare o alternativo a Calhanoglu?

“Ilicic è un po’ più punta rispetto a Calhanoglu. Il turco copre un po’ più campo e mi sembra sia portato di più alla fase di non possesso. Lo sloveno un po’ meno”.

Un’ultima domanda su Ilicic. Delio Rossi non crede che con Ibrahimovic compagno di squadra Ilicic possa diventare ancora più forte e continuo nelle sue prestazioni?

“Ibrahimovic lo conosco perchè ci ho giocato contro, ma non l’ho mai allenato. Non so come si rapporta con i compagni durante la settimana, fermo restando che è un campione. Se a 40 anni fai ancora la differenza vuol dire che sei un campione dentro. Sicuramente chi è abituato a giocare con i campioni può sempre migliorare. Penso che potrebbe essere un ulteriore motivo di crescita da parte di Ilicic. Non ho però questa certezza perchè non ho mai allenato Ibrahimovic. Dare un giudizio da fuori è troppo superficiale, senza conoscere completamente il giocatore”.

Un giocatore invece che Delio Rossi  ha allenato è Kjaer. Se lo aspettava potesse fare così bene in una squadra come il Milan, soprattutto dopo l’esperienza di Bergamo?

“Kjaer è forse il difensore più forte che ho allenato nell’1 vs 1. Ha questa caratteristica: sembra lento, ma è veloce, ha tecnica, molto reattivo e bravo di testa. Ha tutte le caratteristiche per essere un giocatore importante, così come è stata la sua carriera. Magari non ha toccato picchi da Real Madrid e da Barcellona, ma ha caratteristiche importanti. Devo dire che causa di qualche infortunio non ha mantenuto il livello di aspettative in base alle sue qualità. Al Milan fa la differenza, perchè secondo me è lui il vero leader della difesa”.

Dal punto di vista tecnico? Come ce lo descrive?

Un difetto? Si beava del fatto che era bravo e non era bravissimo nell’allineamento della linea difensiva. Era un po’ più istintivo. Grazie a Pioli è migliorato molto da questo punto di vista. Mi ricorda Manolas, che è un bravissimo giocatore, ma nella linea è distratto. All’Atalanta pensavo fosse il massimo per il suo modo di giocare, ma evidentemente non era il suo ambiente. Al Milan invece è cambiata completamente musica. Questo mi fa particolarmente piacere, perchè stiamo parlando di due ragazzi (Ilicic, ndr) a cui voglio bene”.

Come la vede la coppia difensiva composta da lui e Tomori? Romagnoli sembrerebbe aver perso il posto da titolare

“Al di là delle qualità dei singoli dipende anche molto dal tipo di gioco che vuole fare l’allenatore. Se giochi con una difesa alta, che lascia molto campo alle spalle, c’è bisogno di giocatori veloci che riescono velocemente a salire e rientrare. Tomori rispetto a Romagnoli ha forse meno personalità e meno uscita di palla, ma ha un’altra velocità rispetto al capitano del Milan. La coppia Kjaer-Tomori mi sembra una coppia importante per una squadra importante. Un difensore deve essere veloce, se è tecnico meglio ancora”.

Ultima domanda sul campionato. Il Milan può credere ancora allo scudetto o pensa che la questione tricolore sia ormai chiusa?

“Stiamo parlando di un campionato anomalo, insieme a quello dell’anno scorso, quindi non bisogna fare raffronti con i campionati precedenti. Quest’anno ci sono mille variabili: ricorsi, partite che saltano, giocatore con il Covid. Sicuramente l’Inter è artefice del proprio destino. Se non vince lo scudetto, lo perde l’Inter, non lo vincono le altre. Non ha le coppe, ha un allenatore (Conte, ndr) che sta sul pezzo dalla mattina alla sera. La squadra è importante e ha un vantaggio buono, quindi il campionato lo può riaprire solo l’Inter”.

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