De Rossi, la Roma e il cellulare acceso: “Rinnovo? Non pensavo di togliermi…”

“Anche le squadre migliori hanno dei momenti no. Non penso di aver fatto chissà che, tutto si è incanalato nel migliore dei modi”. Sono le parole di Daniele De Rossi al termine della sfida contro il Brighton, che ha visto i giallorossi imporsi all’Olimpico con un netto 4-0: reti di Dybala (12′), Lukaku (43′), Mancini (64′) e Cristante (68′). La Roma affronterà la formazione di De Zerbi nella sfida di ritorno in programma il 14 marzo. 

“Non faccio niente di speciale”

“Ho trovato giocatori forti, l’ho detto dal primo giorno. Stiamo vincendo le partite che dobbiamo vincere. Siamo una squadra forte e allora vinciamo le partite. Niente di speciale. Nel 2024 bisogna correre tanto per fare ogni tipo di calcio, io provo a farli andare fortissimo e i giocatori rispondono sempre sul campo”.

“Lezione di calcio? Sono contento, non voglio minimizzare la mia felicità né la prestazione, ma ho visto tante cose che mi sono piaciute. Nel secondo tempo forse saremmo potuti risalire un po’ meglio, ma sono felice della prestazione dei giocatori. Ieri ho rotto un po’ le scatole alla squadra. De Zerbi io lo amo, per preparare una partita contro di lui ci metti il doppio del tempo”.

“Sulla sinistra c’era un divario importante tra Spinazzola e Buonanotte, lui è in ottima condizione ultimamente ed eravamo convinti di creare e fare gol partendo da quel lato. Queste partite bisogna prepararle rispettando l’avversario, le squadre di Roberto sanno sempre cosa fare. Sembra che abbia fatto un capolavoro, ma forse il risultato è troppo ampio e il nostro portiere è stato bravo. Nessuno è mai perfetto, però oggi i ragazzi sono stati fantastici, anche nello sforzo fisico, inclusi Lukaku e Dybala senza palla. Senza questo tipo di attitudine in queste partite si rischiano le imbarcate”.

Rinnovo? Sono discorsi che non c’entrano niente. Io so che adesso voi cominciate, conosco questa città. È l’ultimo dei miei pensieri, sto facendo un lavoro che mi piace, in un posto che mi piace, con soddisfazioni che non sapevo di togliermi in così poco tempo. Paredes? è un grande giocatore di livello mondiale, non capisco perché siate così stupiti. Io lavoro duro con lui, posso pure permettermi di prenderlo in giro, a volte anche con dei video per delle carenze difensive, visto il nostro rapporto. Ma è veramente un grande giocatore”.

“Cosa mi ha detto mio padre? Purtroppo per te – dice rivolgendosi al giornalista – non hai la fortuna di conoscerlo. Lui è schivo e riservato. Lavora nel mio stesso posto e in questi 50 giorni l’avrò visto due volte, l’ho beccato al bar e mi ha detto: me ne vado. Non parla quasi mai di calcio, non lo faceva neppure prima. Ogni tanto lo chiamo io, parliamo di risorse umane e mai di tattica. Ho ereditato da lui la passione per questo lavoro, le idee e anche il modo di relazionarmi con la gente. Viene allo stadio e mi fa piacere che si stia godendo insieme a me questi cinquanta giorni”, ha concluso De Rossi.

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