De Rossi: “Ho sentito Totti, era felice e stupito. Me la giocherò alla morte per restare alla Roma”

Il neo allenatore giallorosso alla vigilia della sfida con il Verona: “Ho chiesto solo di essere trattato da allenatore, non da bandiera o da leggenda”

Emanuele Zotti

19 gennaio 2024 (modifica alle 12:20) – MILANO

L’emozione c’è. Poco importa se si sia trovato in questa situazione centinaia di volte, oggi è tutto diverso. Conferenza stampa pre Verona, ma soprattutto presentazione ufficiale del nuovo allenatore della Roma: Daniele De Rossi. L’ultima volta accanto a lui c’era il Ceo Guido Fienga, che annunciava “la decisione della società di non rinnovare il contratto di Daniele”. Adesso è da solo, sguardo fiero e testa alta. Sulla scelta della società di puntare sull’ex capitano si è discusso molto. Lui ha le idee molto chiare: “Ho chiesto solo di essere trattato da allenatore, non da bandiera o da leggenda, non voglio essere messo a fare il giro di campo con il lupo Romolo. E loro erano d’accordo. Una cosa è certa: io me la giocherò fino alla morte per rimanere qui, senza ricorrere a quello che sono stato ma cercando di meritare la conferma sul campo”. 

firma in bianco

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DDR va oltre: “Non sono stupido, è ovvio che se sono qui non è perché sono rimasti folgorati dal mio gioco alla Spal. È stata una scelta ponderata, perché se mandi via un allenatore tanto amato devi prendere in considerazione diversi fattori, con un altro la reazione della piazza poteva essere peggiore. I tifosi soprattutto negli ultimi anni sono stati importanti, ma io credo possano amare due persone insieme. Vorranno bene a Mourinho e anche a me. Se sia stata la scelta giusta lo scopriremo tra qualche tempo, io ne ho approfittato, per me è una grandissima occasione”. Nessuna clausola nel suo contratto: “I presidenti sono stati chiarissimi sulla durata e sul tenore della mia permanenza qui. Io ho chiesto un bonus per la qualificazione in Champions, ma avrei firmato in bianco, mi sembrava un gesto dovuto per quella che è la mia storia qui. Se era per me il momento giusto? Non si rifiuta la Roma, un po’ come è successo a Pirlo con la Juve. Ci sono uomini che rifiutano, altri che si buttano dentro. Non è vezzo o nostalgia, ho fatto un’analisi veloce di questa squadra e sono convinto che sia una squadra forte. Fosse stata scarsa avrei detto di no, non vado a fare brutte figure, ma credo si possa far bene e che quest’esperienza possa aiutarmi a sviluppare la mia carriera. È chiaro poi che non sogni di prendere il posto del tecnico più titolato della storia, ma non mi hanno puntato una pistola alla tempia e la storia è piena di traghettatori che poi sono rimasti, vedi Palladino”.

obiettivi e modulo

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Questa Roma, che per De Rossi ha tutto per far bene, dove può arrivare? “Sarei contento se a fine stagione fossimo tra le prime quattro, è un obiettivo non facile ma assolutamente possibile. Se cambi un allenatore è chiaro che i problemi ci sono, io riparto da zero. Per fortuna per motivi di tifo le partite le ho viste tutte, quindi la squadra la conosco bene e ho un po’ accorciato il periodo di studio. I primi allenamenti ti danno risposte fino a un certo punto, dovremo vedere quanto riusciremo a tenere questa intensità. I ragazzi vanno a duemila e sono delle spugne, stanno anche assorbendo quei 2-3 concetti nuovi, non di più, che vogliamo inserire”. Tra questi c’è la difesa a quattro: “Io mi sono innamorato di questo lavoro con Spalletti e poi con Luis Enrique, allenatori che portano tanti in fase offensiva e quindi difendono a quattro. Questa squadra però difende a tre da tanto tempo, quindi decideremo all’ultimo. Magari potremo provare delle rotazioni, cambiando anche in corso di partita o di stagione”. L’ex numero 16 giallorosso ha ritrovato qui tanti ex compagni: “Mi sento allenatore più in campo che negli spogliatoi, ma sono certo ci si possa rispettare anche essendo amici, io non devo fingere. In campo però mi guardano tutti, mi ascoltano, mi seguono e la sensazione è che gradiscano quello che dico. Lì mi sento davvero allenatore”.

messaggi special

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E Mourinho? “Gli ho mandato un messaggio, non di circostanza. Lui era stato tra i primi a scrivermi quando ho firmato per la Spal. Mi sembrava un gesto dovuto e giusto. Ora mi devo focalizzare su quello che posso e devo fare per migliorare, ho parlato di tanto in questi giorni di cose che vanno oltre il calcio. Non vedo l’ora che questa cosa si normalizzi e che possa pensare solo al pallone”. De Rossi ha ovviamente sentito anche il suo amico Francesco Totti: “Mi ha mandato un in bocca al lupo, era felice e stupito quanto me. Ci siamo promessi di vederci e passeremo un po’ di tempo insieme”.

ecco il verona

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Intanto domani alle 18 all’Olimpico arriva il Verona: “Una squadra solida, allenata da un tecnico che stimo tanto anche come uomo, che ha mantenuto la barra dritta in un momento difficile. Ha giocatori di grande fisicità e con un gioco definito che sanno fare bene. L’emozione dell’esordio non deve farci brutti scherzi, a me non credo, ma lo dico anche per i ragazzi. Potrebbe esserci un po’ di malumore ma dobbiamo restare concentrati e dare tutto”.

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