De Rossi e Gasperini gliel’hanno incartata

De Rossi gliel’ha incartata per oltre un’ora. Proprio come nel derby di sabato. L’ultima parte è stata del Milan, ma anche dei giocatori della Roma che hanno dato il fritto per vincere. E mentre Daniele viveva la migliore serata da quando allena, ad Anfield Gasperini lasciava il possesso a Klopp, al giochista (78 a 22 e 70 a 30) e gli rifilava tre pappine e un totale di 7 conclusioni nello specchio. Ho l’impressione che a Mister Presente sia apparso in sogno l’arcangelo Gabriele della tattica che gli ha annunciato «a San Siro non sbaglierai una mossa». Non può essere che così: De Rossi ha infatti azzeccato la disposizione iniziale con El Shaarawy a destra e Pellegrini a sinistra, riuscendo a scombinare i piani di Pioli che soltanto nel finale, quando la Roma ha accusato la stanchezza da sforzo oltre ogni limite, s’è ripreso il campo. Quello della Roma è stato il miglior primo tempo dell’anno in rapporto all’avversario (molto bene aveva fatto anche nel primo con l’Inter) per attenzione, intensità – decisamente superiore a quella del Milan – e movimenti con e senza palla. Formidabile in funzione degli equilibri della squadra la frazione di Dybala il connettore al quale De Rossi chiede di essere presente ovunque, partendo possibilmente dalla posizione di “fiancheggiatore” di Lukaku, più che di falso nove. Lukaku che nei primi 45 minuti non ha peraltro sfruttato un paio di grosse occasioni.

Leao è mancato al Milan, Giroud ha fatto quel che ha potuto, Chukwueze è entrato forse troppo tardi, se si considera la vivacità che sa garantire. Della Roma, oltre a Dybala, il cui schema palla a Mancini dall’angolo funziona a meraviglia, mi sono piaciuti particolarmente ElSha, Spinazzola per oltre un’ora, Mancini e Paredes; Lukaku si è molto sacrificato. Naturalmente devo chiedere scusa a Gasperini, ai giocatori e ai tifosi dell’Atalanta per aver dedicato solo poche righe a una delle più belle imprese internazionali del club. Vincere – e farlo nel modo in cui c’è riuscita – a Anfield è qualcosa di fantastico e raccontabile per molti anni. Il Liverpool non cammina mai solo, il guaio è che questa volta la destinazione era la poltrona del Dentista di Grugliasco. PS. Confermo che Aldo Serena è il miglior commentatore tecnico, o seconda voce, del calcio televisivo: spiega, puntualizza, critica, non eccede mai. E lo fa in un italiano comprensibile a tutti. 

“Tieni in gioco la vita” e un colpo d’Eugenio

Mi ha sorpreso e infastidito la decisione dell’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè, di negare il patrocinio all’iniziativa “Tieni in gioco la vita”, la campagna di sicurezza stradale rivolta a tutti i giovani per promuovere uno stile di guida sicuro e responsabile. Dopo aver scelto la Primavera della Roma come testimonial – il 4 aprile scorso è stato firmato il protocollo d’intesa tra la società e l’Automobile Club Roma con il supporto dello sponsor Toyota – il Comune ha fatto un incomprensibile passo indietro accampando come scusa (ridicola) l’inchiesta della procura sulla diffusione di un video intimo tra due ex dipendenti del club che, secondo alcuni, sarebbe stata fatta da un baby giallorsso. Premesso che la responsabilità del ragazzo è ancora tutta da verificare, trovo che il dietrofront del Comune non abbia alcun senso, se non quello di danneggiare un’operazione estremamente importante che aveva trovato nella Roma, nel calcio, uno strumento di diffusione efficacissimo tra i più giovani. Ricordo che la Roma era scesa in campo in memoria del figlio del collega del Corsera Luca Valdiserri, Francesco, travolto e ucciso da un’auto fuori controllo a ottobre 2022, mentre passeggiava con gli amici su un marciapiede sulla Colombo. Mi auguro che il dottor Patanè ritrovi in fretta la sensibilità che gli riconoscevamo.

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