De Rossi alla Roma, ecco come giocherà: il modulo scelto, lo staff e a chi si ispira

La panchina della Roma era nel suo destino. Sta per arrivare all’improvviso, in un giorno di gennaio. Dovrebbe toccare a lui traghettare la sua squadra del cuore fuori dalla bufera dopo l’esonero di Mourinho: impresa tutt’altro che facile. De Rossi quando è arrivato alla Spal ha subito cambiato modulo, scegliendo la difesa a tre: 3-5-2, 3-4-1-2 o 3-4-2-1. Questo è il suo modo di giocare ed è una prima importante indicazione: Mourinho ha quasi sempre giocato con la difesa a tre, quindi la squadra non cambierà assetto. Insomma, non ci sarà una rivoluzione dal punto di vista tattico. De Rossi chiede uno sforzo agli esterni, che devono stare molto attenti anche in copertura. Al suo fianco, ancora una volta, ci sarà Emanuele Mancini, suo amico storico e collaboratore. Il resto dello staff è ancora da definire.

A chi si ispira De Rossi

A chi si ispira? De Rossi non ha mai nascosto di avere un legame particolare con Luis Enrique, che lo ha allenato a Roma. Ma anche Spalletti è uno dei suoi modelli di riferimento. Finora per l’ex capitano giallorosso l’unica esperienza in panchina è stata la Spal in Serie B, 17 partite in totale (16 in campionato e una in Coppa Italia). È stato esonerato il 14 febbraio dello scorso anno dopo tre sconfitte consecutive, con la squadra al terzultimo posto a 24 punti. Anche in quel caso il presidente era americano: Joe Tacopina. Come Mourinho, De Rossi ha valorizzato diversi giocatori, anche se non sono arrivati i risultati sperati. Un esempio è Prati, che ha debuttato con lui alla Spal in Serie B ed ora sta crescendo con Ranieri al Cagliari sotto lo sguardo attento del ct Spalletti

De Rossi un predestinato

Suo padre Alberto ha allenato per una vita la Primavera e adesso è responsabile degli allenatori nel settore giovanile della Roma. Per molti De Rossi è un predestinato: ha tutte le carte in regola per diventare un grande allenatore. È stato per quattro mesi nello staff della Nazionale italiana, ha vinto l’Europeo con Mancini in panchina. Certo, gli manca l’esperienza, e prendere la panchina della Roma dopo l’esonero di Mourinho con un General Manager dimissionario e una piazza bollente è il banco di prova più duro. Lui però non si tira mai indietro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Precedente Torino, Vagnati pensa alla prossima stagione: presi contatti con Vanoli per la panchina Successivo "Mbappé, il Real Madrid ha fretta di avere una risposta"