De Laurentiis sentito dalla Procura di Roma: cosa rischia il Napoli

Aurelio De Laurentiis è stato sentito alla Procura di Roma per l’indagine per falso in bilancio del Napoli. Più precisamente è stato sentito per l’acquisto di Osimhen dal Lille che era stato concluso con l’inserimento di quattro giocatori come contropartita tecnica e questo è il problema. Perché quei giocatori non sono mai andati al Lille, ma sono stati prestati in serie minori e poi, dopo un anno, è stato rescisso loro il contratto. Eppure il Lille li aveva pagati complessivamente 20 milioni. Per l’esattezza: Ciro Palmieri 7 milioni (con plusvalenza per il Napoli di 7 milioni); Orestis Karnezis 5 milioni (plusvalenza 4,8 milioni); Luigi Liguori 4 milioni (plusvalenza 4 milioni) e Claudio Manzi 4 milioni (plusvalenza 4 milioni).

L’indagine della Procura di Roma

Insomma 20 milioni di plusvalenze fittizie, anche alla luce delle dichiarazioni dello stesso Liguori che aveva affermato di non essere mai stato a Lille e che “non si trattava di un’operazione fatta per noi, per il nostro futuro. Era per altro. Ci siamo bruciati per “colpa” del Napoli. Perché noi non sapevamo nulla”. La Procura di Roma sta indagando per falso in bilancio e era stato sollecitato un rinvio a giudizio. Ma possono esserci delle conseguenze sportive? Dipende dalla Procura Figc, che ha acquisito gli atti dell’indagine di Napoli e acquisirà i nuovi atti di Roma. In teoria la Juventus è stata condannata per le plusvalenze, ma – bisogna ricordarlo – l’impianto accusatorio parlava di “sistema” e, infatti, è stato utilizzato l’articolo sulla slealtà sportiva non per gli articoli sulle violazioni finanziarie. Insomma, bisogna capire come viene interpretata una sola operazione, per quanto molto pesante, da Chiné che, per il momento, tace.

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