De Ketelaere: “Trattativa lunga, ma io volevo solo il Milan”

Da Milanello ecco le prime parole del neo acquisto rossonero: “Ibra? Imparerò molto da lui e sarà un’emozione poter stare con lui in campo e nello spogliatoio”

Il calore di Milanello comincia già a sentirlo, Charles De Ketelaere. Un po’ perché il termometro segna 35 gradi, un po’ perché molte decine di tifosi sono fuori dal cancello per sperare di vederlo, di strappare un saluto o addirittura qualche autografo. Nel giorno della presentazione ufficiale, il colpo di mercato del Milan si siede davanti ai microfoni sotto gli occhi di Gazidis, Maldini e Massara, che se lo coccolano a breve distanza: “Mi piace la passione dei tifosi, è per loro che giochiamo – esordisce CDK- I ritmi d’allenamento sono pronto a seguirli con intensità, solo ora lo farò a un livello più alto. Sono stato ben impressionato dalle sedute a cui ho partecipato, c’è stato grande coinvolgimento dall’inizio alla fine”. Milanello è la fine di un viaggio iniziato mesi fa: “Le ultime settimane per me sono state difficili, le società si sono messe in contatto e poi è toccato agli agenti portare avanti la trattativa. A loro ho espresso il desiderio di trasferirmi al Milan, anche se per essere oggi qui ho dovuto fare un piccolo sacrificio (il riferimento è al Bruges, ndr). Ma io volevo assolutamente venire qui”.

PRONUNCIA E PARAGONI

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Scherza ancora sulla pronuncia del suo nome, De Ketelaere: “Mi chiamano un po’ all’inglese e un po’ alla francese, ma non è così importante… e no, non ho soprannomi. Conta, invece, la predisposizione del Milan a puntare sui talenti giovani. Ho visto come sono cresciuti e migliorati tanti giocatori in questo club”. Sui paragoni con Kakà ascoltati in questi giorni, il belga si dice lusingato: “Di Kakà ho visto molti video, è stato un giocatore fantastico. Ho le mie caratteristiche, ma spero di dare un contributo qui simile a ciò che ha fatto lui. Il Milan ha grande storia e tradizione, qui hanno giocato molte leggende, credo però sia il caso di concentrarsi sul futuro, come fa la società. Il numero 90? Me lo assegnò il Bruges e lo porterò di nuovo qui, ma non do grande peso a queste cose. Se mi chiedete invece il campione che ammiravo di più, rispondo Cristiano Ronaldo… per un ragazzo della mia età, comunque, per ora è impossibile avvicinare quel livello”. Qualcosa potrà insegnargli Ibrahimovic: “Averlo a fianco sarà una grande emozione, mi aiuterà con la sua esperienza”.

IN CAMPO A VICENZA

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Arrivare in agosto significa dover fare tutto in fretta per mettersi al passo: “Mi sono sentito accolto molto bene dai compagni di squadra, fin da subito – spiega Charles -. Sto scoprendo piano piano questa nuova realtà, ma l’impressione è positiva. Mi sono dovuto sottoporre a tanti test, ieri ho avuto un momento per rilassarmi ma è tale la voglia di inserirmi presto che non c’è tempo per il relax”. Tra i suoi impegni stagionali troverà posto anche la nazionale: “Il c.t. Martinez non mi ha influenzato nella scelta della squadra, ma era consapevole che sarei andato in un club di alto livello in cui avrei potuto giocare. La mia fidanzata Jozefien? No, non ho dovuto negoziare neanche con lei per venire al Milan… lei dovrà concludere gli studi, vedremo come ci organizzeremo”. Domani sarà in campo nell’amichevole di Vicenza: “Sì, Pioli mi ha detto che avrò qualche minuto a disposizione”.

DOVE GIOCA

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De Ketelaere è convintissimo di aver fatto la scelta giusta, vestendo i colori rossoneri: “Essere contattato da Maldini è stato un onore, è una legenda del club che ha un ruolo molto importante anche loro. Quello che mi ha convinto di più, però, è stato il progetto”. Sulla sua posizione in campo c’è molta curiosità: “Ho tecnica e tocco, aiuto nella finalizzazione ma riesco anche ad abbassarmi e recuperare il pallone. Sono stato impiegato in molte zone del campo, prediligo la fase offensiva. Un trequartista d’attacco che gioca molto vicino alla prima punta”. Gli avversari di livello top non mancheranno, in Serie A: “Ci sono molte stelle in questo campionato, ma evito di pensare troppo al singolo rivale o alla singola squadra da affrontare. Poi ci sarà la Champions e uno degli obiettivi è superare la fase a girone”. Chiusura sul tennis, lo sport ‘sacrificato’ da bambino per far posto al calcio: “Fino a 12 anni giocavo molto a tennis, è uno sport che fai da solo con te stesso e mentalmente aiuta nella concentrazione e nella coordinazione. Scegliere il calcio è stato facile perché ci giocavo con gli amici, era tutto più leggero”.

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