De André, in direzione ostinata e contraria verso il Genoa

L’11 gennaio 1999 la scomparsa del grande artista che si fece stregare dal Grifone (anche se amava Meroni). E durante il sequestro si informava sui risultati dei rossoblù

Cominciamo da una formulazione sbagliata del concetto: Fabrizio De André era genoano. Sbagliata perché quella giusta sarebbe: Fabrizio De André non poteva che essere genoano. Più della città in sé c’entrano le sue viscere, quei budelli di umanità incastrata e ridondante di debolezze e di svantaggi; oppure il cuore pulsante del porto che si spalanca verso il mondo che restituisce a Genova tutte le sfumature di un dialetto che è una spugna di inflessioni. C’entra la distribuzione sociale di un tifo che lievita come la focaccia dove più impazzano bestemmie e salsedine.

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