David Beckham testimonial dei Mondiali in Qatar non piace ad Amnesty International

E’ polemica per la scelta di David Beckham come uno dei testimonial dei prossimo Mondiali che si terranno in Qatar nel 2022. Come riportato dal Daily Mail, l’ex capitano dell’Inghilterra sembra aver chiuso gli occhi sull’omofobia, il razzismo e la misoginia presenti nel paese qatariota. Dei report hanno rivelato infatti come in Qatar le donne siano costrette a ottenere l’approvazione maschile per sposarsi, studiare o viaggiare. E che le vittime di stupro possono finire in carcere per sette anni per aver fatto sesso al di fuori del matrimonio.

David Beckham e i Mondiali in Qatar

In Qatar, l’omosessualità è punibile con tre anni di carcere. Secondo quanto rivelato dal Daily Mail,  i lavoratori migranti vengono trattati come cittadini di seconda classe e centinaia di persone sono morte mentre costruivano strade e stadi in preparazione del campionato. Sempre secondo il tabloid britannico, il ruolo di ambasciatore andrebbe oltre la manifestazione calcistica. Si parla di un accordo di dieci anni da 18 milioni di euro all’anno e riguarderebbe anche la promozione del turismo.

In passato, Beckham ha affermato che il femminismo è nel suo DNA e l’anno scorso ha posato per alcune foto indossando una maglietta del Gay Pride, ma dopo una precedente visita promozionale in Qatar nel 2019 ha elogiato i “grandi hotel e la grande cultura”.

Le polemiche per Beckham testimonial dei Mondiali in Qatar

La decisione ha sollevato le critiche degli attivisti per i diritti umani, tra cui Peter Tatchell che ha dichiarato: “Il Qatar non ha una grande cultura, come ha detto David, non se sei una donna, un lavoratore migrante o un gay. “È davvero deludente che stia promuovendo il Qatar in cambio di un sacco di soldi. Ha commesso un errore enorme. Spero che ci ripensi. Questo non va d’accordo con il suo dichiarato sostegno per i diritti delle donne e LGBT+”.

Un portavoce ha dichiarato: “David visita regolarmente il Qatar da oltre un decennio e ha visto che nel Paese c’è una grande passione il calcio. Per questo motivo hanno deciso di ospitare i Mondiali“. Beckham ha rifiutato di rispondere alle domande sulla persecuzione degli omosessuali e il maltrattamento di donne e lavoratori migranti.

Sacha Deshmukh, Ceo di Amnesty International UK ha commentato: “Esortiamo David Beckham a informarsi sulla situazione dei diritti umani in Qatar”. Rothna Begum, impegnata per i diritti delle donne con Human Rights Watch ha osservato: “Le celebrità che vengono pagate per promuovere il Qatar, e che si considerano a favore delle donne e dei diritti delle donne, dovrebbero usare la loro posizione per informarsi su ciò che sta accadendo”.

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