Danilo, dal Porto alla Juve una carriera da leader: “So di essere importante”

“Sono consapevole di non essere una star o il giocatore che concede spettacolo ha spiegato il brasiliano a Goal Brasile -, ma sono importante tatticamente per l’equilibrio difensivo e mi piace molto partecipare alla costruzione del gioco”

Prima di tornare a Torino e riprendere la scalata in Serie A con la maglia della Juventus, Danilo deve affrontare l’Argentina di Paulo Dybala. Lui che nell’era di Tite è stato il calciatore con più presenze nel Brasile, il primo a superare i mille minuti giocati nel percorso di qualificazione al prossimo Mondiale in Qatar. Anche in Italia ha fatto presto breccia nel cuore dei suoi allenatori, prima con Sarri, poi con Pirlo e adesso con Allegri. Tanto che quest’ultimo gli ha affidato la fascia di capitano nell’ultimo match con la Fiorentina.

LEADER

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Dopo un’escalation che lo ha visto protagonista con le maglie di Porto, Real Madrid e Manchester City, il laterale brasiliano è arrivato alla Juve nel pieno della sua maturità calcistica. “Sono consapevole del ruolo che ho avuto in tutte queste squadre. So di non essere una star o il giocatore che concede spettacolo, ma so di essere importante tatticamente per l’equilibrio difensivo e mi piace molto partecipare alla costruzione del gioco – ha detto a Goal Brasile -. Non c’è squadra che arrivi al terzo passaggio con una palla “pulita” se i difensori non fanno un buon lavoro di costruzione, se non hanno il coraggio di tenere la palla sotto pressione e non si espongono nei momenti in cui perderla può costare un gol”. E ancora: “Mi sono sempre concentrato sul lavoro, sulla coerenza e sulla consapevolezza della mia importanza per ogni squadra. Una volta che lo capisci, e lavori per massimizzare il tuo potenziale e minimizzare le tue debolezze, è allora che sarai al massimo livello per molto tempo”.

SU KAIO JORGE

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La comitiva brasiliana a Torino l’estate scorsa è cresciuta numericamente con l’arrivo di Kaio Jorge. “È un ragazzo che non avevo visto giocare molto, ma si parlava bene di lui. È calmo, sereno, laborioso e ha voglia di imparare. Quest’anno non sta avendo tanto spazio ma ha risposto bene quando è stato chiamato in causa. È un giocatore che tiene bene la palla, ha tecnica ed è sopra la media, con tempi di gioco interessanti”. Poi entra più nello specifico: “È entrato alla fine di una partita in cui la squadra aveva bisogno di lui e ha tenuto la palla con carattere, non perdendola, ha subito falli e portato entusiasmo. Sono curioso di vederlo giocare molto di più, spero possa adattarsi più rapidamente possibile alla Juventus, certo che tutti sarebbero contenti di lui”.

ALEX SANDRO AMICO FRATERNO

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Un passaggio anche sull’amicizia datata con Alex Sandro: “È come un fratello per me, fa parte della mia famiglia. Abbiamo creato un rapporto speciale. Le nostre famiglie sono molto vicine, lui è il padrino del mio secondo figlio. Quando sono con i suoi genitori sento che mi trattano come un figlio e mi trasmettono energia, proprio come i miei trattano lui. Siamo diversi caratterialmente. Lui è più introverso, non parla molto a differenza mia che sono più comunicativo e più scherzoso. Ma andiamo molto d’accordo, ci rispettiamo a vicenda e abbiamo condiviso davvero tante esperienze insieme. Siamo sempre stati compagni di camera in ritiro, prima al Santos e poi al Porto. Ci siamo separati quando lui è andato alla Juve, anche se abbiamo sempre mantenuto i rapporti. Quando sono arrivato a Torino, mi ha accolto a braccia aperte. Sarei curioso di sapere quante partite abbiamo giocato insieme…”.

IL POST CR7

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E infine l’argomento più spinoso di inizio stagione, la cessione di Cristiano Ronaldo che probabilmente ha avuto un peso significativo sulla falsa partenza della Juventus in campionato. “Qualsiasi squadra dalla quale se n’è andato ha sofferto la sua mancanza. Gli anni passano e lui è ancora dominante. I numeri non mentono, con lui ogni occasione è un gol, non c’è storia né parole, è estremamente competitivo. Ho imparato molto giocando insieme a lui, lo avevo conosciuto già al Real ma alla Juve ancora di più, e ancora oggi ci parliamo e ci auguriamo buona fortuna prima delle partite, ogni tanto. Si sentirà e si sente la sua mancanza. Ma la Juventus ha la capacità e il DNA per rimettersi in piedi pure senza di lui e per porter raggiungere le vittorie con tanto lavoro e sacrificio. E anche Cristiano lo sa”.

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