Dani Alves, al processo il report dei medici non lo scagiona dalle accuse

Terzo e ultimo giorno del processo contro Dani Alves, accusato di presunta violenza sessuale su una giovane donna nella discoteca Sutton a Barcellona. Per i fatti che sarebbero accaduti nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2022 la Procura chiede nove anni di reclusione.

Processo Dani Alves, cosa ha detto la donna arrivata in ospedale

Poco dopo le 15 si sono presentati davanti al giudice i membri dell’equipe che ha redatto i referti medici dopo aver curato la denunciante. Tra questi è intervenuta la dottoressa Anna Mateu: “La visita è stata effettuata dal ginecologo di turno. La denunciante è arrivata con una certa tensione, ma sembrava una ragazza coerente ed educata che spiegava le cose come le aveva vissute. A volte dovevamo fermarci. La denunciante ci ha detto solo che ‘La persona che ha fatto questo parlava portoghese’, ma non ha rivelato la sua identità. Quello che ricorda è che c’erano dei baci sul collo. Dopo quei baci, voleva andarsene ma non poteva” ha spiegato il medico dell’Hospital Clínic di Barcellona

“Assenza di lesioni non esclude l’abuso”

Uno dei temi su cui ci si è concentrati di più è stata l’assenza di lesioni vaginali. In questo senso, come riportato da Mundo Deportivo, Mateu ha affermato che, sebbene nelle aggressioni sessuali “non sia comune” che non vi siano lesioni, “è possibile”. Mateu ha aggiunto: “Non abbiamo riscontrato lesioni, ma questo non significa che si tratti di consensualità o meno. È vero che è più frequente riscontrare lesioni quando si verificano atti non consensuali, ma non si può escludere nulla”.


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