Dalla Serie D al debutto con gli azzurrini: Cambiaso “dimostra” il teorema Allegri

Le giovanili al Genoa, poi le esperienze in provincia e nelle categorie minori: una scalata continua che l’ha portato quest’anno a esordire in A. Fino alla maglia dell’Italia U21

Dal nostro inviato Alex Frosio

13 novembre – DUBLINO

Andrea Cambiaso è la dimostrazione pratica del teorema Allegri. “Una volta si faceva la Serie C, poi la Serie B e poi, infine, la A. La crescita deve essere questa, non bisogna inventarsi nulla”, ha spiegato di recente il tecnico della Juventus. Condivisibile o no, è il proficuo percorso che ha intrapreso Cambiaso. Il terzino del Genoa, che venerdì sera ha debuttato alla grande in azzurro con l’Under 21 a Dublino, ha anzi anche aggiunto un gradino in più.

Nato a Genova, cresciuto nel settore giovanile del Grifone, da sempre tifoso rossoblù e pure raccattapalle da piccolo al Ferraris, Andrea ha cominciato la sua carriera tra i “grandi” in Serie D, all’Albissola, dove ha subito conquistato la promozione in C. Poi un altro anno in D, al Savona, e nel 2019 il salto tra i professionisti, sempre in prestito, all’Alessandria, nella stagione massacrata dal Covid e, per lui, da un infortunio al crociato. La crescita è continuata al piano ancora superiore, all’Empoli l’anno scorso, sempre in prestito: in Toscana, con Dionisi, ha ottenuto la promozione in A. Giocando però appena 7 partite. Una volta tornato alla casa base genoana, è stato dunque con particolare sorpresa che si è ritrovato titolare in prima squadra. Davide Ballardini gli ha dato subito fiducia – dodici presenze su dodici finora in campionato – e alla seconda giornata Andrea ha realizzato pure il suo primo gol in Serie A. Il giorno dopo, quando stava per andare al mare – era settembre – gli è arrivata la chiamata per l’Under 21. Prima convocazione azzurra di una carriera iniziata presto ma lontana dai riflettori. Nelle prime quattro partite dell’Under, Cambiaso non ha mai giocato. Gli infortuni di Calafiori e Udogie, indisponibili per la trasferta in Irlanda, gli hanno aperto le porte della titolarità. Meritatissima.

Cambiaso è sembrato tutt’altro che un esordiente. Ha giocato con personalità e mostrato tutte le sue peculiarità: la capacità di giocare con entrambi i piedi, i pensieri da centrocampista più che da esterno, la corsa, la tecnica. D’altra parte è abituato a giocare in molti ruoli: fino ai 15 anni ha fatto l’esterno d’attacco o il trequartista, negli Allievi regionali è stato spostato a mezzala, ad Albisola – dove è nato il soprannome Cochu, per l’assonanza con il Cuchu Cambiasso – gli è capitato di fare l’attaccante, a Savona ha iniziato da terzino, su entrambe le fasce, ad Alessandria ha fatto il quinto, a Empoli il quarto di difesa. E al Genoa Ballardini lo ha usato dove aveva bisogno: ha iniziato a metterlo a sinistra, poi lo ha spostato a destra. E Cambiaso ha sempre fatto il suo.

Come con l’Under 21: esordio strepitoso, sorprendente visto che era la sua prima partita in campo internazionale. Forse inimmaginabile, ma non per un ragazzo che appena due anni fa era in Serie C e che sta già coronando il sogno di giocare per la sua squadra del cuore.

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