Dalla ” cocumella” a San Siro: S uarez torna in Italia. Con un conto aperto…

Un anno fa la farsa di Perugia per avere la cittadinanza, ora la sfida al Milan: Luis è la stella dell’Atletico e cerca il gol in trasferta nelle coppe che gli manca da 6 anni

Dal nostro corrispondente  Filippo Maria Ricci @Filippomricci

28 settembre – Madrid

Un anno dopo, Luis Suarez è di nuovo in Italia. Il 17 settembre scorso un volo privato lo portò da Barcellona a Perugia. Doveva sostenere un esame di italiano propedeutico al suo passaggio, in realtà a quel punto già compromesso, alla Juventus. Un esame farsa, sostenuto da professori condiscendenti che gli avevano già inviato per mail le domande che gli avrebbero fatto e che non vedevano l’ora di consegnargli il diploma e farsi una foto con il bomber charrua.

Strascico legale

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Al momento delle domande niente garra da parte della commissione dell’università umbra, che per questa e altre pratiche illecite è finita nel mirino della magistratura. Trascinandosi dietro anche Luis Suarez. Che una settimana dopo passò all’Atletico Madrid, scaricato malamente dal Barcellona e accolto trionfalmente dal Cholo Simeone. L’esame passato alla storia per la “cocumella”, la parola usata per descrivere il cocomero presente in una delle due foto che gli esaminatori gli avevano fatto commentare, a Suarez è costato uno strascico giudiziario: il 18 dicembre in videoconferenza i pm dell’inchiesta perugina gli hanno rivolto una serie di domande, in qualità di testimone, sui suoi contatti con la Juventus e, una volta emersa la necessità di dover sostenere un esame di italiano per ottenere il nostro passaporto, l’iter seguito con i dirigenti dell’università. Una pessima esperienza, con avvocati e magistrati interessati. E le prese in giro derivate dalla filtrazione del video dell’esame farsa, ripreso da una telecamera nascosta. Quella che doveva essere un grande esperienza nella terra dei nonni di sua moglie si è trasformata per Suarez in un’imbarazzante commedia. Luis è stato salvato dal Cholo, e l’ha ripagato con 21 gol in 32 presenze in Liga, apporto fondamentale per la conquista del campionato davanti al Madrid e al Barcellona.

La carestia

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In Champions però non è andata altrettanto bene. Per Luis 6 presenze e nemmeno una rete, con l’Atletico fatto fuori negli ottavi dal Chelsea passato da Lampard a Tuchel e avviato verso la conquista del trofeo. L’Europa è un tasto dolente per Suarez. Il 16 settembre scorso sono passati addirittura 6 anni dall’ultima rete in trasferta in Champions League dell’attaccante uruguaiano. Curiosamente, arrivò in Italia, all’Olimpico in un 1-1 tra il Barça di Luis Enrique che aveva appena vinto il triplete e la Roma di Rudi Garcia. Impossibile poter immaginare allora che per Suarez stava per iniziare un’incredibile carestia: 25 partite e 2183 minuti senza vedere la porta nelle trasferte europee. Naturalmente si tratta di un record per un attaccante. Stasera Luis ci riprova. A San Siro ha giocato contro Milan (con l’Ajax, nel 2010) e contro l’Inter (col Barça, nel 2018 e nel 2019). Due vittorie e un pari, nessun gol. Suarez sta bene, ha fatto 3 delle 9 reti dell’Atletico in Liga anche se gli anni passano, siamo a 34, e le ginocchia piangono. E ha una gran voglia di chiudere la striscia negativa e superare l’esame europeo. Decisamente più duro che quello d’italiano di un anno fa.

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