Dalla C e dagli insulti razzisti alla doppietta, sboccia Nzola: “Ma io non piango mai”

Un mese fa è tornato in Liguria, da svincolato. Lo scorso anno giocava da ala, col Benevento ha sostituito ottimamente Galabinov

Fino al 64′ della sfida tra Spezia e Benevento non aveva ancora segnato in Serie A: nel giro di sei minuti, al Vigorito, ha realizzato una doppietta. Prima su assist di Gyasi (65′), poi sugli sviluppi di un corner battuto da Estevez (70′). M’bala Nzola quasi non ci credeva: “Da quando ero piccolo sognavo di fare un gol in Serie A, oggi ne ho fatti due”.

Chi è Nzola

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È nato nel 1996 in Francia, a Troyes. Si è trasferito all’Académica, in Portogallo, e nell’agosto 2016 è arrivato in Italia alla Virtus Francavilla. Le 11 reti in Serie C 2016/17 gli sono valse la chiamata del Carpi, in Serie B, poi il ritorno in C al Trapani. Qui Nzola ha incontrato Vincenzo Italiano, con cui c’è stato feeling immediato: a gennaio 2020 è arrivato in prestito allo Spezia e con sette gol – tra cui quello al Chievo nei playoff promozione – ha contribuito alla prima, storica, promozione in A dello Spezia.

Tornato a casa

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Dall’estate 2019, il cartellino di Nzola era di proprietà del Trapani. Concluso il prestito in Liguria, l’attaccante è tornato in Sicilia. Svincolato a causa dei problemi societari dei granata (e l’arresto dell’ex a.d.), Nzola è tornato nel Golfo dei Poeti esattamente un mese fa, il 7 ottobre. Lo scorso anno era l’ala alla sinistra di Galabinov, contro il Benevento ha sostituito ottimamente il bulgaro al centro dell’attacco.

La dedica

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Nel 2017 lo voleva la Fiorentina ma il destino evidentemente gli ha scritto tutt’altra storia, fatta di tanta gavetta e qualche brutta storia: nell’ottobre scorso infatti è stato vittima di insulti razzisti subito dopo una partita del suo Trapani contro la Cremonese. Ma stasera è tempo di festeggiare, Benevento-Spezia l’ha decisa lui.”Sono contento, abbiamo giocato bene – ha dichiarato Nzola nel dopo gara – la strada è lunga, con tanto lavoro sono arrivato qui ma devo ancora crescere. Queste gocce sul viso non sono lacrime – scherza a fine match -, è sudore, io non piango mai. E dedico il gol al mio procuratore, che ha creduto in me. Per me, lo Spezia si salverà”.

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