Da Spezia a… Spezia: così Pioli ha gestito il momento più duro al Milan

Lo scorso febbraio i rossoneri vennero sconfitti 2-0 al Picco e persero il primato in classifica. Cominciò un periodo difficile, la mano del tecnico si rivelò fondamentale per risalire

I due vecchi incubi sono ancora lì, affamati e decisivi, ma intorno a loro sono cambiate un po’ di cose. Bastoni e Maggiore fanno ancora paura, e il Milan non è più quello di sette mesi fa. Pioli torna a giocare a La Spezia 223 giorni dopo una delle sue sconfitte più dure. Di quelle che graffiano e lasciano ferite, ora cicatrici. Quei giorni di fine inverno, dopo il 2-0 del Picco a febbraio 2021, furono abbastanza bui. Il 3-0 incassato nel derby, i pareggi con la Stella Rossa, l’1-1 con l’Udinese a tempo scaduto, la sconfitta a San Siro contro il Napoli. Quel giorno, contro lo Spezia, il Milan perse anche il primato in classifica dopo mesi in solitaria.

Mare calmo

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Pioli ha gestito quel periodo alla grande. Come disse Alino Diamanti, star in Australia e suo fedelissimo a Bologna, momenti così li “passa con la sigaretta in bocca e senza scomporsi più di tanto”. Nel senso che problemi non ne ha. Sa gestire tutto alla grande. Tra febbraio e marzo 2021, infatti, il Milan ha superato diverse delusioni, ma Stefano ha rimesso la barca sulla giusta rotta e in mare aperto, più calmo che mai, dritta verso la Champions, conquistata anche grazie a 5 clean sheet nelle ultime gare. Un trend continuato quest’anno con Maignan, il dopo Gigio, uno che la stagione scorsa ha mantenuto la porta inviolata 21 volte. Meglio di qualunque altro top portiere d’Europa. Stavolta è già a tre (Samp, Lazio, Venezia). Sicurezza. Come il gruppo Milan, l’insieme di giovani, l’unione che contraddistingue i ragazzi di Pioli, prima amici e poi compagni. Leao, Saelemaekers, Diaz. Con Stefano in prima linea. Sempre da gentleman, senza alzare i toni. L’esempio è Brahim. Talentuoso da sempre, continuo da quest’anno. Dopo il gol al Venezia Pioli l’ha elogiato: “Ha qualità. Prima giocavamo con un centrocampista adattato sulla trequarti, ora il fantasista ce l’abbiamo in casa”. Tornato in rossonero dopo i 7 gol della stagione scorsa, maglia numero 10 e qualità al potere.

Cosa è cambiato

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Spezia e Milan hanno cambiato molto. Thiago Motta ha preso il posto di Italiano e ha dato un’altra impronta. Bastoni e Maggiore sono sempre lì, tra gol e assist, trascinatori e giovani leader come Erlic e Gyasi. Ricci è finito sul mercato dopo un’ottima annata da protagonista, mentre Antiste, Amian e Hristov sono gli stranieri da scoprire. Il primo, francese di Tolosa, classe 2002, ha segnato il primo gol in Serie A alla Juve. La banda Motta ha dato fastidio ad Allegri nell’ultimo turno (2-3). E il Milan? La difesa è simile: 7 mesi fa il titolare era Romagnoli, ora è la riserva del tandem Tomori-Kjaer, ma al Picco giocherà dal 1’ per il forfait del danese (out per un problema fisico). Dalot non è stato confermato, Kalulu invece sì. Il resto è lo stesso prima: Leao, Kessie, Bennacer, Theo, Rebic, Ibra – a febbraio 2021 titolare, stavolta ai box -, ma un altro Tonali. Tutt’altra cosa rispetto al ragazzino visto nell’ultimo campionato. Leader tecnico, personalità e coraggio, sicurezza nelle giocate. Anche grazie al lavoro di Pioli. Uno che l’ha sempre difeso. “Sandro è un talento”. Serviva solo un po’ di tempo.

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