Da Lilian a Marcus Thuram, quando la nazionale è una tradizione di famiglia

Il suo papà Lilian era l’eleganza, la saggezza e il capitano di una Francia campione del Mondo (1998) e d’Europa (2000): oggi è ambasciatore dell’Unicef e si batte per la difesa dei diritti. Lotta contro le diseguaglianze e il razzismo. Marcus Thuram è cresciuto con i suoi insegnamenti, anche se nel calcio ha scelto di fare l’attaccante e non ha mai pensato – neppure da bambino – di giocare in difesa. E’ uno dei talenti più interessanti a livello internazionale, è cresciuto nel Sochaux, si è imposto in Ligue 1 nel Guingamp e ora raccoglie applausi in Bundesliga e in Champions con la maglia del Borussia Mönchengladbach.

E’ stato appena convocato in nazionale per la prima volta, proprio a distanza di dodici anni dall’ultima partita (la 144ª) dell’ex juventino con la Francia. Il ct Didier Deschamps lo studiava da diversi mesi e lo ha chiamato in vista dei prossimi impegni nella Nations League con il Portogallo di Ronaldo (14 novembre) e con la Svezia (17 novembre). “Era ora di inserirlo nel nostro gruppo – ha spiegato Deschamps a “L’Equipe” – Lo seguo da tempo, ha un profilo interessante. Stava già facendo cose buone a Guingamp. È ora nel Borussia ha fatto registrare un ulteriore salto di qualità. Fa la differenza con la sua velocità. Segna, partecipa alla manovra, costruisce assist. Ha grandi margini di miglioramento, Lilian deve essere orgoglioso di lui”.

Di padre in figlio, proprio così: un’altra storia speciale. Marcus Thuram è nato a Parma il 6 agosto del 1997, quando Lilian era il leader della Francia e del club di Tanzi. Si è rivelato un ottimo investimento per il Borussia Mönchenglabach: ha segnato 17 gol in diciotto mesi, compresa la recente doppietta in Champions al Real Madrid. Si sente maturo per il grande appuntamento.

Un’altra storia speciale, quella di Lilian e Marcus Thuram. Tradizioni di famiglia che si sono registrate spesso nelle nazionali: dai Mazzola ai Maldini, fino a Enrico e Federico Chiesa e agli Haaland (Alf Inge e Erling). E poi Youri e Jean Djorkaeff, gli Aubameyang con il Gabon, Roger e Patrice Rio, Finn Laudrup e i suoi figli Michael e Brian, Juan Ramon e Juan Sebastian Veron, Abedi Pelé con André e Jordan Ayew, Peter e Kasper Schmeichel, Arnor e Eidur Gudjohnsen, Gheorghe e Iannis Hagi, Danny e Daley Blind, i messicani Javier e Chicharito Hernandez, gli svizzeri Pierre-Albert e Stephane Chapuisat.

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