Da Kvara a Thuram, quattro stelle a caccia di un trofeo

Il primo trofeo stagionale e gli uomini simbolo. Il francese ha già segnato a tutte e tre le avversarie

Dal nostro inviato Luigi Garlando

18 gennaio – 11:11 – RIAD (arabia saudita)

Quattro protagonisti super, a loro modo, della Supercoppa italiana che si apre oggi a Riad con la prima semifinale tra Napoli e Fiorentina. Al-Awwal Park Stadium, ore 20 italiane.

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Khvicha Kvaratskhelia è super semplicemente perché si presenta con la corona di miglior giocatore del campionato scorso. Anche se in pochi mesi il mondo è cambiato: i 34 punti di vantaggio sulla Fiorentina di fine torneo scorso sono diventati 3 di svantaggio in quello in corso. Ha sofferto anche il georgiano che ha trascorso 6 mesi senza gol (marzo-settembre 2023) e, sostituito da Garcia all’89’ di Genoa-Napoli, è uscito furioso con la mano a pera: “Ma cosa fai?” Implosione generale del mondo Napoli, i difensori che lo conoscono di più: al secondo anno, per Kvara, è stato tutto più difficile. Ma è stato anche il rifugio più solido nella tempesta: palla a Kvara e speriamo. Lo certificano i numeri. Tiri in campionato: primo con 66, secondo Lautaro con 60. Dribbling: 49, Kvara è secondo solo a Soulé, 65. E anche stasera, senza Osimhen, sarà il primo trascinatore di un Napoli che vuole tornare super. Il 77 lo è già.

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Lucas Beltran è super perché viene da un periodo super. Dei 9 gol che la Fiorentina ha segnato da dicembre, 4 li ha firmati lui. Arrivato per una spesa non banale (20 milioni), non è partito a razzo. Primi gol in Conference League al tenero Cukaricki il 26 ottobre, primo in campionato alla Salernitana il 3 dicembre: poi ci ha preso gusto. Stasera Beltran si gioca un orgoglioso derby argentino contro il Cholito Simeone, nella speranza di giocarsene un altro lunedì in finale contro Lautaro (Lazio permettendo). Un anno fa, a un’ora di volo da Riad, l’Argentina di Lautaro e Julian Alvarez conquistò il Mondiale. Lucas vuole vincere un trofeo suo, alla stessa latitudine, e poi crescere ancora per raggiungerli in Nazionale. Il c.t. Scaloni lo ha già convocato. A 17 anni, ha esordito nel River Plate di Alvarez. Sono cresciuti insieme, tanto da assomigliarsi, per la fame di profondità e il gusto di arretrare a legare il gioco. Da ragazzo, per via dei capelli biondi, lo chiamavano il Vichingo, come Haaland che ora gioca con Alvarez. A lanciarlo nel River è stato Marcelo Gallardo, che ora allena Benzema in Arabia e lo guarderà. Una ragione in più per imporsi una notte super. Come se Riad fosse Doha.

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Marcus Thuram è super perché sta disputando una stagione super. Lui, nella notte mondiale di Doha stava dall’altra parte, quella degli sconfitti, nonostante il delizioso assist per il 2-2 di Mbappé. Una spinta in più per stare dalla parte dei vincitori, un anno dopo. Sembrava uno sgarbo di mercato al Milan più che un vero rinforzo, nell’estate del doloroso distacco da Dzeko e Lukaku. Invece li ha sostituiti entrambi alla grande. Ha assicurato i gol (8) e la profondità del belga, ha assistito i compagni come il bosniaco. Nelle prime tre stagioni al Borussia Monchengladbach, ha giocato 50 partite da ala sinistra e 41 da centravanti. Un doppio lavoro che lo ha attrezzato sia nell’attacco alla porta sia nella rifinitura laterale. È uno dei primi segreti dell’apoteosi di Lautaro. Il suo strapotere atletico fa più danni in Serie A che nella vitaminica Bundesliga. Lazio, Napoli e Fiorentina lo conoscono bene: in questo campionato, le ha già impallinate tutte e 3.

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Luis Alberto è super perché è la qualità pensante della Lazio. Con Maurizio Sarri, che gli chiedeva di correre di più e lo sostituiva sempre, ha avuto un rapporto tormentato. Nella stagione scorsa, dopo il Qatar, la svolta nel rendimento e nelle relazioni. Lo spagnolo è stato il vero ispiratore dello splendido secondo posto, più continuo di Milinkovic-Savic. Ha cominciato la stagione come aveva terminato la precedente, nonostante le difficoltà della squadra, poi la flessione autunnale, fino alla dolorosa esclusione di dicembre, proprio contro l’Inter. Nel match successivo, a Empoli, Luis Alberto s’infortunò. È rientrato domenica scorsa contro il Lecce, in tempo per servire a Felipe Anderson l’assist decisivo. Non è detto che non parta dalla panca anche domani. Sarri, all’inizio, potrebbe preferire una trincea, Rovella, Cataldi, Vecino per arginare la spaventosa Inter di Monza. Lo spagnolo entrò in corsa anche nel 3-1 dell’agosto 2022 contro i nerazzurri: sull’1-1, segnò il gol più pesante. È annunciata la visita in ritiro dell’amico Milinkovic-Savic che ora gioca a Riad e guida il campionato. Vuoi che Luis Alberto, per orgoglio, non voglia mostrarsi in versione super?

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