Cuper, che combini? Porta il Congo ai playoff ma fa un cambio in più: squalificato

Il 2-0 al Benin sarà inutile per l’ex tecnico dell’Inter, ora c.t. degli africani: il pasticcio in panchina gli costerà gli spareggi per il Qatar

Dal nostro corrispondente Filippo Maria RIcci

15 novembre – MADRID

L’unica volta che i Leopardi sono andati al Mondiale non è andata benissimo. Era il 1974 e quella dello Zaire era una squadra fortissima, almeno a livello africano. Però era anche spaventata a morte dal dittatore Mobutu Sese Seko, che pretendeva chissà cosa, e con un’allegra dose d’ingenuità. Così di quell’esperienza nella Germania Ovest nell’immaginario popolare oltre al 9-0 incassato dalla Yugoslavia e le tre sconfitte senza segnare un solo gol è rimasto il calcio di punizione assegnato al Brasile e calciato da Mwepu Ilunga, difensore zairese uscito dalla barriera al fischio dell’arbitro: bruciò un attonito Rivelino.

Il cammino

—  

Quarantasette anni dopo i Leopardi sono di nuovo vicini al Mondiale. Mobutu è morto da tempo, il Paese ha cambiato bandiera e nome e oggi è la Repubblica Democratica del Congo, la nazionale è interessante. A guidarla dal maggio scorso è stato chiamato Hector Cuper, l’argentino grande conquistatore di finali, quasi tutte regolarmente perse. Oggi l’Hombre Vertical rischia l’ennesima beffa. Dopo aver iniziato zoppicando, pari in casa con la Tanzania e poi di nuovo in Benin, Cuper ha ottenuto la prima vittoria, 2-0 al Madagascar, ma poi ha perso contro lo stesso avversario ad Antananarivo. Dramma nazionale, ma pronto riscatto: 3-0 in Tanzania e domenica il 2-0 al Benin: gli Scoiattoli sono stati scavalcati dai Leopardi, e il Congo si è qualificato per l’ultima fase delle qualificazioni Mondiali: 10 squadre, scontro secco contro un avversario da stabilire, le 5 che passano vanno in Qatar. Si giocherà a marzo.

I quattro cambi

—  

La partita tra RDC e Benin è stata caratterizzata da due episodi: un rigore inesistente assegnato al Congo già al 10’ e trasformato da Dieumerci Mbokani, e il pasticciaccio della panchina congolese, che ha operato 4 cambi in 4 finestre diverse, ovvero una in più rispetto a quanto consentito dal regolamento. Al 63’ Kayembe è entrato per Moutoussamy; al 77’ Bakambu per Bolasie; all’84’ Muleka per Mbokani; e al 90’ Kayamba per Malango. Cambio inutile visto che il Congo vinceva 2-0 e c’era poco da perdere tempo, e potenzialmente devastante. La federazione del Benin ha inviato una protesta formale e ora si attende la decisione della Fifa, ma regolamento alla mano non c’è molto da dire: il Congo dev’essere squalificato. Per Cuper, salvo improbabili salvataggi amministrativi, l’ennesima finale persa, però stavolta senza nemmeno giocarla.

Precedente Galles-Belgio, occhio al Goal in entrambi i tempi Successivo L'ultimo saluto a Galeazzi: da Lotito a Mentana, tutti in Campidoglio per lui

Lascia un commento