Cuadrado-Perisic e non solo: le sfide della finale di coppa Italia, reparto per reparto

Il faro Brozovic e la variabile Locatelli, l’ultimo ballo di Chiellini contro Lautaro di nuovo punto di riferimento, il ritorno di Bastoni per mettere la museruola a Vlahovic in crisi: i duelli di Juve-Inter in tutte le zone del campo

G. Nigro – A. Seu

10 maggio – Milano

Per il momento in cui arriva, la finale di coppa Italia tra Inter e Juventus vale un bel pezzo di stagione. Tre precedenti finora: il successo nerazzurro nell’ultima sfida di poco più di un mese fa all’Allianz Stadium con gol di Calhanoglu, quello maturato ai supplementari in Supercoppa e il pareggio dell’andata a San Siro deciso last minute da quel Paulo Dybala che per ragioni di mercato oggi è forse l’uomo più discusso della sfida. Le squadre si conoscono bene, ecco tutte le sfide reparto per reparto.

ATTACCO CONTRO DIFESA

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Qui Juve: Nervosissimo con se stesso a Marassi, Dusan Vlahovic non si tocca anche in tempi di carestia. E qui siamo al digiuno più lungo della stagione, perché tre partite senza segnare – quattro con la coppa Italia – non era mai stato né in bianconero né con la Fiorentina. C’è di più, cioè da quando è alla Juve il serbo ha inciso ma mai nei big match: il gol col Villarreal è arrivato all’andata ma non nel decisivo ritorno e contro le avversarie italiane è andato in bianco contro Atalanta, Inter e nella doppia semifinale contro la Fiorentina. Si va verso l’idea di affiancargli Morata e Cuadrado, al di là del fatto che si dispongano in un tridente o che il colombiano diventi il quarto o quinto di centrocampo, sempre con licenza di arrivare fino in fondo. In ogni caso, palloni buoni dalle fasce per Vlahovic, oltre a quelli che gli arriveranno per vie centrali per far salire la squadra.

Qui Inter: Per disinnescare la forza d’urto del serbo, Inzaghi conta di poter fare nuovamente affidamento sulla difesa titolare. Salvo imprevisti, infatti, il pacchetto arretrato davanti a Handanovic dovrebbe tornare quello delle grandi occasioni, con Bastoni accanto a De Vrij e Skriniar. In un momento in cui il reparto sembra accusare qualche scricchiolio, il ritorno del centrale azzurro sarebbe quanto mai gradito, perché i 7 gol subiti nelle ultime cinque uscite parlano di una tendenza da invertire. Il rientro di Bastoni servirebbe a dare maggior copertura e sicurezza a De Vrij, vittima ultimamente di qualche amnesia di troppo. Contro l’attacco bianconero ci sarà bisogno anche del miglior Skriniar, incappato contro l’Empoli in uno dei rari inciampi stagionali. Se l’olandese si troverà spesso a fare a spallate con Vlahovic, Skriniar e Bastoni dovranno soprattutto occuparsi di tagliarne i rifornimenti. Nel caso l’azzurro non dovesse farcela, toccherebbe a D’Ambrosio, in grado oggi di dare maggiori garanzie rispetto a Dimarco.

CENTROCAMPO CONTRO

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Qui Juve: Da due anni sfidare l’Inter è per la Juve soprattutto una questione di fermare Brozovic. Ma, partito Kulusevski, l’uomo da mandare in missione non c’è più e le soluzioni potrebbero essere altre: nell’ultimo precedente, in campionato un mese fa, nessuno di specifico è stato usato per lo scopo, piuttosto un lavoro collettivo ha coinvolto più la trequarti affollata che i centrali di centrocampo, dando libertà a Brozo in una partita in cui paradossalmente ha fatto più possesso la Juve (e ha perso). Ma al di là di questo è la zona del campo con meno certezze verso l’Inter e forse solo alla vigilia si capirà qualcosa in più, a partire dall’idea di fare un centrocampo “pari” oppure a tre, perché mettersi a specchio non è più un mantra. L’intoccabile: Rabiot. La variabile: Locatelli, rientrato in gruppo in questi giorni, ma non tocca il campo da quello Juve-Inter di poco più di un mese fa.

Qui Inter: Al contrario di Allegri, idee piuttosto chiare per Inzaghi su chi agirà in mezzo al campo. Il collaudato trio Barella-Brozovic-Calhanoglu è forse la principale certezza del tecnico nerazzurro, che a centrocampo pare aver trovato il perfetto equilibrio anche grazie alla spinta sulle corsie di Dumfries (per l’occasione nettamente favorito su Darmian) e Perisic. Se il croato è una garanzia, a maggior ragione nelle occasioni che contano, nell’ultimo periodo l’azzurro e il turco non sono stati da meno. L’ex rossonero è risbocciato con l’arrivo della primavera dispensando assist e prestazioni maiuscole per sostanza e qualità, Barella ha invece alzato i giri del motore tornando a brillare per dinamismo e presenza anche a supporto delle punte. La mediana nerazzurra oggi come oggi scoppia di salute ed è sul pezzo, lo si è visto nelle ultime otto uscite tra campionato e Coppa Italia in cui sono arrivate ben sette vittorie grazie anche alla schiacciante supremazia in mezzo.

DIFESA CONTRO ATTACCO

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Qui Juve: Giorgio Chiellini titolare per la sua “last dance”, l’ultima notte con un trofeo in palio, è l’epilogo naturale dei suoi ultimi giorni bianconeri. E, con l’eccezione della semifinale di coppa Italia dell’anno scorso, in questo paio di stagioni di impiego dosato vederlo in campo contro l’Inter è una delle poche cose scontate, per livello tecnico e rivalità, perché è il suo habitat naturale, non sono queste le partite in cui può restare a guardare. Il resto del reparto è figlio del turnover col Genoa, quando sono rimasti a riposo De Ligt, intoccabile, e Danilo, che se ha un’ultima gara nelle gambe stringendo i denti non può che essere questa. Sicuramente in fase di costruzione e da capire se in pianta stabile, già così la linea a tre è fatta. Con De Sciglio squalificato e Pellegrini che tenta il recupero in extremis, a sinistra Alex Sandro è un rigore a porta vuota: nei tre precedenti stagionali ha sempre giocato. In porta Perin, portiere di coppa.

Qui Inter: I piani e i destini offensivi dell’Inter ruotano tutti attorno a Lautaro Martinez e non potrebbe essere altrimenti. Il Toro è tornato il punto di riferimento in zona gol scrollandosi di dosso il deludente inizio anno. Con la doppietta all’Empoli nell’ultima giornata di campionato ha superato il precedente record personale toccando quota 19 reti, di cui 5 nelle ultime 5 giornate. Questa stagione ha già punito la Juve con un sigillo in Supercoppa, ma ha steccato nelle due sfide giocate in campionato e avrà voglia di riscatto. Per vedersela con la difesa bianconera il Toro potrà contare sull’aiuto di Dzeko, nettamente favorito su Correa e Sanchez. Il bosniaco non segna da un mese esatto (gol nel 2-0 casalingo contro il Verona), ma nell’ultima uscita contro i toscani ha sfornato un assist dopo aver fatto bella figura anche in precedenza a Udine. Come il Toro, anche Dzeko ha già piazzato il proprio sigillo in stagione contro i bianconeri, tanto in campionato (a segno nell’1-1 all’andata), quanto in Supercoppa (decisivo nell’azione che porta al rigore del momentaneo 1-1). In caso di necessità, scalpita anche Sanchez in cerca degli ultimi acuti prima del probabile addio estivo. Il Nino sogna il bis dopo aver messo la propria firma sulla Supercoppa lo scorso 12 gennaio con un guizzo all’ultimo respiro.

IL DUELLO

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Nella sfida di Supercoppa Juan Cuadrado non c’era, ma è ancora negli occhi la doppietta di dodici mesi fa allo Stadium che valse il 3-2 last minute sull’Inter, con rigore conquistato (contestato) e trasformato in zona Cesarini. Nell’ultimo paio di settimane lo ha frenato un infortunio agli adduttori da cui è appena rientrato, dopo che da febbraio era tornato un elemento strutturale della striscia positiva bianconera. Il colombiano è la freccia a destra della Juve e dopo un revival da esterno di difesa a Marassi è pronto a tornare più avanzato, in asse con Danilo alle sue spalle, anche perché su quella fascia c’è un Perisic da tenere a bada: difficile contenerlo, con Cuadrado l’obiettivo è sfiancarlo in fase di non possesso.

Un po’ ciò che conta di fare anche il croato, che avrà il duplice compito di spingere e dare una mano a Bastoni in fase di ripiegamento. Ma, considerato il Perisic degli ultimi otto mesi, Inzaghi può dormire sonni tranquilli. L’esterno di Spalato sta vivendo una seconda giovinezza confermandosi costantemente tra i migliori in campo, vero punto di forza in grado di spostare gli equilibri e fare la differenza. Finora ha collezionato un bottino di 7 gol e 8 assist, ma il suo peso specifico nell’economia del gioco va ben oltre i numeri. Il croato può mettere seriamente in difficoltà la coppia Cuadrado-Danilo attaccando gli spazi in velocità, come fatto in occasione del match dello scorso 24 ottobre.

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