Crisi Abraham: “Scusa Roma, meriti di più”

ROMA – È il periodo più difficile da quando è arrivato alla Roma. Domenica i fischi dell’Olimpico, che lo aveva accolto come un nuovo re, sono stati impietosi. Tammy Abraham riflette sul suo futuro, il richiamo della Premier oggi può rappresentare la via d’uscita da una situazione che sta diventando pesante. La stroncatura di Mourinho (“Deve dare tutto in campo ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita. Giochi bene, giochi male, sbagli. Se sbagli con me al massimo penso che sei scarso. Ma un’altra cosa è l’atteggiamento. Corri, amico! Vai là, duelli individuali, sbaglia, crea problemi. Amico, sono milioni di bambini che vogliono arrivare, arrivano in pochi. Chi arriva è un privilegiato”), i fischi dello stadio intero potrebbero cambiare lo scenario futuro.

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Sorry Roma

Ieri l’inglese, che ha perso il Mondiale sul filo di lana, dopo aver riconquistato la Nazionale grazie alla Roma, si è scusato con i tifosi in seguito ai fischi ricevuti al termine della gara contro il Torino. Il centravanti ha postato sui social un mea culpa verso i romanisti: “Non è stato l’inizio da favola che tutti avremmo voluto, ma nella vita ci sono sempre alti e bassi. Per i tifosi e per la Roma, meritate di più ed è quello che io e la squadra vi daremo dopo la sosta. Grazie ai veri tifosi che non ci hanno mai lasciato nel bene e nel male. I momenti brutti rendono migliori i momenti belli. State attenti e ci vediamo presto. Daje Roma sempre”. Già circolano i primi rumors su una sua possibile partenza a gennaio, ma questo non è possibile. Mourinho ha la necessità di rilanciarlo, dopo la delusione di questa prima parte della stagione. Tiago Pinto anche domenica ha detto che è pronto a scommettere sul riscatto del centravanti inglese, che la Roma quindici mesi fa ha pagato 40 milioni. Tammy è un ragazzo sensibile, vive male questa situazione, ma come ha detto Mourinho deve trovare dentro di sè la forza per reagire. In queste ultime partite ha toccato il punto più basso, a parte il gol contro il Sassuolo. Domenica contro il Torino non è riuscito neppure a stoppare il pallone. Lo scorso anno aveva più fame ora sembra si sia seduto. Mourinho lo ha voluto, ha una responsabilità doppia.

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Ritardo

Un altro riferimento di Mourinho ieri in conferenza stampa riguardava indirettamente Abraham. Quando non ha risposto alla domanda di un cronista sulla differenza della Roma rispetto alla passata stagione. Mourinho si è limitato a far notare che “qualcuno che è ancora qui ma non è lo stesso”. Un anno fa Abraham stabilì il record di gol nella storia della Roma di un giocatore alla prima stagione in giallorosso. Finora è fermo a quattro reti, tre in campionato e uno in Europa League, ma in serie A non ha ancora mai segnato all’Olimpico. Le sue prestazioni negative potrebbero aprire scenari nuovi in vista della prossima stagione, perché a gennaio la Roma non è in grado di fare investimenti di mercato. Ma arriverà Solbakken, un’alternativa in più per un attacco che non riesce più a trovare la via del gol. L’obiettivo dichiarato di inizio stagione, la qualificazione Champions, è fondamentale per poter rinforzare la squadra a giugno, da gennaio la Roma deve rincorrere.

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