CR7 resta a digiuno, ma sembra… Pirlo: decisivo coi passaggi. Ora le “sue” partite

In campionato non segna da tre partite: è la sua astinenza più lunga. Ma c’è il suo zampino dietro ai gol contro la Samp. Tra gare a eliminazione, scontri diretti e notti di coppa, adesso c’è bisogno che torni al gol

Il bicchiere (più che) mezzo pieno è che la Juventus di Pirlo sta vincendo anche senza i gol di Ronaldo. “Per noi, non è importante che segni tutte le partite ma che si vinca”. In campo il tecnico della Juve sapeva fare felici coi suoi passaggi i campioni che aveva attorno, adesso in panchina sa come curarne l’ego anche con le parole. E sa quanto gli serviranno nelle prossime settimane – quando arriveranno le “sue” partite – i gol di Cristiano Ronaldo. Che non sono arrivati per la terza partita di fila in campionato, che è la sua astinenza più lunga da quando è a Torino (era arrivato a tre due volte nella sua prima stagione alla Signora). Se sei il capocannoniere poi la gente si abitua anche troppo bene…

Gol mangiati

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E non sono arrivati contro la Sampdoria, che pareva l’avversaria giusta per riaccendersi perché in quattro partite le aveva sempre fatto gol: a nessuno ha segnato di più da quando è alla Juventus, compresa quella rete salendo in ascensore a 2,56 che è forse la più incredibile che ha segnato in bianconero. Non che sia mancata l’occasione, in un finale di primo tempo in cui ci ha provato con tutto se stesso: prima una gran botta da fuori area alta di poco sopra la traversa, complice una deviazione; poi, messo da Chiesa a tu per tu con Audero, per scartarlo e infilarlo ha finito per allargarsi troppo senza trovare la porta; infine pescato in area da un passaggio geniale di Bentancur, al momento del tiro si è visto soffiare la palla dai piedi da un capolavoro di pulizia di Yoshida. A descriverle a parole non rende l’idea.

Diversamente decisivo

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Meno killer instinct e più visione, per una volta meno egoista e più uomo squadra, meno rapace e più costruttore, meno finalizzatore e più rifinitore, la firma ce l’ha messa lo stesso perché il suo zampino c’è su entrambi i gol. Su altri campi si chiama “hockey assist”: l’assist prima dell’assist, il passaggio decisivo che permette un passaggio decisivo. CR7 a Marassi ne ha sfornati due: dalla trequarti il filtrante a destra per Morata che ha messo in mezzo per il gol di Chiesa, poi nel recupero dalla sua metà campo 40 metri di passaggio per pescare poco fuori area il motorino Cuadrado che poi ha messo in porta Ramsey. Cristiano in versione Pirlo.

Il momento della verità

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La voglia di rifarsi non solo per questa mini-astinenza, ma anche per le serate in bianco a San Siro contro Milan e Inter, è benzina per Cristiano. E va bene vincere senza i suoi gol, ma per quello che aspetta la Juve nelle prossime tre settimane ce ne sarà bisogno eccome: Inter, Roma, Inter, Napoli, Porto. Perché è vero che Ronaldo in campionato non segna dal 3-1 in pieno recupero col Sassuolo il 10 gennaio, ma nel frattempo si è assegnato il primo trofeo della stagione e Mister Finali l’ha griffato con un gol. Le notti di Champions, le semifinali di Coppa Italia contro un’avversaria non qualsiasi, gli scontri diretti in campionato con Roma e Napoli: quelle che arrivano sono le sue partite.

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