CR7, che uomo di rigore: undici metri di gloria e primati

Automatismi, variabili e freddezza: Cristiano ne ha tirati più di tutti (158) e messi a segno 133, e in Serie A è già a quota 21. Ecco i suoi segreti

La politica del rigore non permette intenerimenti: non si sgarra, si va dritti all’obiettivo. Contano i numeri, contano i risultati, si fa quello che si deve fare, a costo di passare per automi senza emozioni. Per quelle ci sarà tempo dopo, subito dopo. Cristiano Ronaldo ha fatto della politica del rigore uno dei tanti cardini del suo successo. L’alieno ha segnato in ogni modo, ma col dischetto ha un certo feeling e una efficenza con pochi pari: con i due trasformati contro il Genoa, siamo a 133 centri, a fronte di 25 errori. Il numero dei penalty trasformati non ha pari: non stiamo parlando di contemporanei, ma proprio di storia del gioco. Il tasso di conversione è superiore all’84 per cento, che sarebbe già eccellenza per un rigorista normale, ma è ancora più impressionante per chi ne tira così tanti. Da martedì a domenica ne ha piazzati quattro: sei è il conto stagionale, ventuno il bottino complessivo in Serie A. Due gli errori in Italia: uno contro Donnarumma, che la deviò con la punta delle dita sul palo, e uno contro Audero, centrando la traversa. Per la classifica storica di A, guidata da Totti a 71, la strada è lunga. Ma entrare nella top ten, dopo appena 2 stagioni e spiccioli, è obiettivo reale: ne mancano 9 per prendere Quagliarella e Maradona.

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