Covid, la Lazio decide di vaccinarsi, ma alcuni giocatori dicono no

La prima dose oggi nel ritiro di Auronzo. Si cerca di convincere in extremis i dubbiosi

La Lazio oggi si vaccina contro il Covid nel ritiro di Auronzo di Cadore, ma non tutti i giocatori biancocelesti hanno accettato la proposta della società di sottoporsi al trattamento. Ce ne sarebbero infatti 3-4 che avrebbero espresso forti dubbi in proposito e declinato (almeno per il momento) l’invito del club a vaccinarsi. La società romana spera di convincerli in extremis ed è anche fiduciosa di farcela (a tal fine già da ieri sera sono stati avviati contatti con i diretti interessati). Ma intanto, dopo il caso analogo dello Spezia, anche la società romana sarà costretta ad affrontare ufficialmente il problema no vax all’interno del suo gruppo squadra, se il diniego dei giocatori che non sono ancora convinti di vaccinarsi dovesse essere confermato. Il tutto proprio nel momento più delicato della vicenda vaccini sì-vaccini no.

L’APPUNTAMENTO

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La Lazio, recependo l’invito della Federcalcio di favorire al massimo la vaccinazione anti-Covid dei giocatori, aveva deciso già nei giorni scorsi di sfruttare il periodo del ritiro di Auronzo di Cadore per garantire la prima dose di vaccino all’intero gruppo squadra. I dirigenti del club capitolino si sono così messi in contatto con Luca Zaia, il presidente della Regione Veneto, per studiare la fattibilità dell’operazione (per competenza territoriale la vaccinazione poteva essere autorizzata e organizzata solo dalla regione sul cui territorio si sarebbe svolta). Il governatore Zaia ha accolto favorevolmente la proposta della Lazio e si è immediatamente attivato per allestire un punto vaccinazioni ad Auronzo per la giornata di oggi. Per tutti i giocatori presenti in ritiro (una trentina in questo momento) sarà così pronta questa mattina la prima dose di Pfizer, il richiamo con la seconda dose sarà poi effettuato a Roma tra tre settimane. Vaccino per tutti tranne per quelli che l’hanno già effettuato. Si tratta dei tre nazionali italiani che l’hanno ricevuto prima del campionato Europeo (Acerbi, Immobile e Lazzari; i primi due peraltro non sono in questi giorni ad Auronzo perché sono in vacanza dopo essere stati impegnati agli Europei fino all’11 luglio) e poi Leiva che aveva provveduto autonomamente a vaccinarsi prima di raggiungere il ritiro di Auronzo. Diverso il discorso per Vavro. Il difensore slovacco ha contratto il Covid a giugno, ne è uscito, ma al momento non può vaccinarsi.

I DUBBIOSI

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Sembrava tutto procedere per il meglio, insomma, con la possibilità concreta per la Lazio di Sarri di avere l’intera rosa immunizzata prima dell’inizio del campionato. Una mossa che avrebbe tra l’altro rasserenato l’ambiente biancoceleste dopo le vicissitudini della scorsa stagione, condizionata per un lunghissimo periodo dal caso tamponi, scoppiato a novembre e le cui appendici giudiziarie hanno tenuto banco fino a primavera inoltrata, con le condanne in secondo grado al presidente Claudio Lotito e ai medici sociali Ivo Pulcini e Fabio Rodia (12 mesi di inibizione per ciascuno dei tre; condanna rispetto alla quale si deve ancora pronunciare in terzo grado il Collegio di Garanzia del Coni). Sembrava tutto procedere per il meglio, si diceva, ma poi ieri pomeriggio ecco esplodere il caso dei no vax che rischia di compromettere tutto. Un caso che può ancora rientrare se – come si augura la società – l’opera di moral suasion nei confronti dei dubbiosi andrà a buon fine. Ma che, in caso contrario, rischia di trasformare in un boomerang l’operazione vaccinazione di squadra. Anche per le possibili implicazioni negative che ci sarebbero all’interno dello spogliatoio. Va ricordato – come ha fatto la stessa Federcalcio – che in Italia per i giocatori la vaccinazione non è obbligatoria. Non ci sarebbe quindi nessuna conseguenza professionale su un’eventuale scelta da parte di qualche giocatore della Lazio (o di altra squadra) di dire no al vaccino. Dalla Federcalcio e anche dall’Associazione calciatori si continua però a raccomandare ai giocatori di aderire alla campagna di vaccinazione.

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