Covid e Serie A, come sempre dopo la puzza

Un tempo, dalle mie parti, quando qualcuno si agitava per correggere l’irreparabile, ovvero a danno fatto, si diceva “è arrivato dopo la puzza”. Era la colorita versione bolognese di “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”. Oppure dell’americano “a day late and a dollar short”.  

Dopo la puzza arriva spesso il calcio italiano, confermandosi endemicamente impreparato o distratto. A tal proposito domando: negli ultimi due mesi qualcuno ha convocato i medici sportivi per valutare e eventualmente prevenire gli effetti della quarta ondata sulla serie A? La risposta è no: molti tra quelli che il calcio lo producono (i presidenti) dimostrano di non amarlo.  

Mercoledì abbiamo assistito al delirio delle incompetenze e al balletto delle Asl. E ieri, a campionato devastato, tanti si sono mossi per indire riunioni e indicare soluzioni. Al grido “fermiamo le Asl!” le truppe cammellate del “dopo” si sono dimenate come mai in precedenza. Inutilmente, peraltro, visto che dal 10 gennaio le Aziende Sanitarie Locali saranno disinnescate dal decreto del 30/12/2021 che abolisce la quarantena per i contatti stretti e, di conseguenza, cancella un altro decreto, quello del 21 febbraio 2020: alla federcalcio non resta che chiedere al governo l’abolizione dell’uso della mascherina in campo, protezione paradossale per atleti pro obbligati a correre all’aperto per non meno di 95 minuti. 

Sarebbe utile, inoltre, che le istituzioni calcistiche responsabilizzassero i club e i tesserati, prevedendo delle sanzioni per i più “distratti”.  

Non essendo stata interpellata, mi chiedo, infine, perché non sia ancora intervenuta, autonomamente e vigorosamente, la Federazione dei medici sportivi. Leggo che “è l’unica federazione medica di riferimento del Comitato Olimpico Nazionale sin dalla sua fondazione nel 1929 ed è anche l’unica Società Scientifica nell’ambito della Medicina dello Sport riconosciuta dal Ministero della Salute, preposta a garantire la tutela della salute e l’educazione alla salute di tutti coloro che praticano o intendono praticare attività sportiva a ogni livello”. Il suo presidente, Maurizio Casasco, che è anche il numero 1 della Confederazione della piccola e media industria privata, perché non parla?  

PS. Nel frattempo preghiamo affinché Infantino e Ceferin non si inventino anche il Mondiale e l’Europeo di burraco per nazionali di calcio. Tutto il resto, troppo, l’hanno già organizzato, rendendo impossibile alle leghe la gestione dell’ordinario, prima che dell’emergenza. 

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