Covid: baratro Inter, le eccezioni Manchester City e Lilla

I nerazzurri hanno perso 245,6 milioni a giugno 2021. In rosso i bilanci dei club campioni di Spagna, Francia, Portogallo, Olanda e Turchia. Ricavi tv in crescita, ma…

Mario Nicoliello

12 gennaio – Milano

Anche i campioni piangono, ma quelli d’Italia ancora di più. Non basta conquistare il titolo nazionale per mettere a posto i conti, perché se di mezzo ci si mette il Covid il bilancio è compromesso.

Quando i costi rimangono stabili e i ricavi diminuiscono, causa partite disputate di fronte a spalti vuoti, il risultato netto è decisamente in rosso. Ne sa qualcosa l’Inter che a giugno 2021, registrando una perdita di 245,6 milioni di euro, ha segnato il picco massimo nella storia della Serie A. I nerazzurri sono in buona compagnia perché, come emerge da “The European Champions Report 2022”, fresco di pubblicazione da parte di Kpmg, anche i campioni di Spagna, Francia, Portogallo, Paesi Bassi e Turchia hanno presentato perdite rilevanti, sebbene di molto inferiori rispetto a quella dell’Inter: dai 111,7 milioni dell’Atletico Madrid fino agli 8,1 dell’Ajax, passando per i 44 del Besiktas.

L’eccezione

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L’unica eccezione tra i vincitori delle principali otto leghe è rappresentata dal Bayern Monaco, che nel bilancio al 30 giugno 2021 ha mostrato un utile di 1,8 milioni, mentre non è presente il risultato netto del Manchester City, poiché mancano i dati dei costi. I bavaresi – al ventinovesimo bilancio consecutivo con un risultato economico positivo – sono tra l’altro l’unico club capace di riconfermarsi al vertice rispetto al 2020: in sei campionati il vincitore è stato diverso, in due casi (Francia e Olanda) non è possibile fare il confronto giacché la stagione 2019-20 era stata anzitempo dichiarata conclusa. Sempre il Bayern è la squadra col rapporto più basso tra stipendi e fatturato (58%), mentre il Lilla è il club meno efficiente, con un’incidenza esplosa al 106%. Non c’è comunque da stupirsi dalla perdita ingente: -465 milioni complessivi registrati dai sei club in rosso.

Scenario nefasto

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Il calcio si è infatti dimostrato un settore caratterizzato da costi – in particolar modo gli stipendi dei calciatori e gli ammortamenti dei cartellini – dimostratisi rigidi, incapaci quindi di adattarsi al mutato scenario. Così se la spesa resta invariata ma nel contempo i ricavi diminuiscono, lo scenario nefasto è presto delineato.

Ricavi tv in crescita, ma…

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Il report di Kpmg porta comunque alla luce come siano stati esclusivamente i ricavi da stadio a contrarsi, mentre i proventi derivanti da sponsor e diritti televisivi hanno retto l’onda d’urto della pandemia. Anzi, considerando che molte partite del campionato nazionale e delle coppe europee si sono giocate da luglio 2020 in poi – quindi formalmente già nel nuovo esercizio di bilancio – i ricavi da diritti tv sono addirittura cresciuti rispetto al 2019-20. In merito ai proventi da gare invece, gli otto club hanno registrato un importo quasi nullo, fortemente in contrasto con i 359 milioni complessivi che i medesimi otto avevano annotato nel 2019. A tanto ammonta quindi la perdita secca dei campioni dovuta alle tribune senza tifosi.

City super

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Sei degli otto club finiti sotto la lente hanno registrato nell’ultima stagione un giro d’affari inferiore agli anni pre-Covid. Le eccezioni sono state il Manchester City, che ha toccato quota 644 milioni (96 milioni in più rispetto a dodici mesi prima), sulla spinta della finale di Champions raggiunta ad agosto 2020, e il Lilla, a 84 milioni. A giugno 2021 per la prima volta nella storia i Citizens hanno fatturato di più rispetto ai Red Devils: lo United, con i suoi 557 milioni di ricavi, è stato quindi sconfitto sia in campo sia nel fatturato.

Focus Inter

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Focalizzandoci sull’Inter, la squadra del presidente Zhang ha incrementato il fatturato fino a 347 milioni (195 dai diritti tv, 150 dal commerciale, 2 dallo stadio), +19% sul 2020, ma in termini assoluti si è fermata a 20 milioni di euro in meno rispetto al 2019. La spesa complessiva per la rosa ammonta a 261 milioni (75% sul fatturato), mentre la perdita annuale di 245,6 milioni è la più alta del lotto: il club che più si avvicina ai campioni d’Italia è l’Atletico Madrid con meno 111,7 milioni di euro. Il dato dei nerazzurri è un record negativo lungo lo stivale, non certo in Europa, dove nel medesimo anno il Barcellona – escluso dall’analisi poiché non campione nazionale – è arrivato a -481,3 milioni. L’Inter ha mostrato la diminuzione più evidente della spesa netta per trasferimenti (da 125 a 38 milioni). Anche i valori di mercato dei giocatori sono stati fortemente influenzati dal Covid: il calo del 12% è dovuto principalmente alla cessione di calciatori importanti durante l’ultima finestra estiva.

Controtendenza

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Al contrario, Besiktas, Lilla, Sporting e Bayern sono riusciti ad aumentare il valore di mercato del parco calciatori da gennaio 2020 in poi. Al momento il Manchester City ha il valore della rosa più alto (1,2 miliardi di euro) ed è uno dei tre club (insieme a Chelsea e ai cugini dello United) a superare la soglia del miliardo. Spazio anche ai profili Social: il Bayern Monaco è il club più seguito (104 milioni di follower totali, mettendo insieme Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, TikTok and Weibo), il Manchester City si ferma a 98 milioni, mentre l’Inter è a quota 46 milioni. “Lo sconvolgimento causato dalla pandemia è chiaramente dimostrato dalle ingenti perdite registrate dagli otto campioni dei più importanti campionati europei presi in considerazione nella nostra analisi. Mentre la riapertura degli stadi e alcuni importanti accordi commerciali firmati di recente possono fornire un po’ di ottimismo per le stagioni attuali e future, la pandemia ha solo amplificato i problemi di sostenibilità finanziaria e la fragilità dell’ecosistema calcistico nel suo complesso”, osserva Andrea Sartori, Global Head of Sports di Kpmg.

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