Così l’allievo di De Zerbi ha riacceso il Mantova

Da giocatore era il Ronaldo dello Stretto, oggi la Serie B di cui è stato una stella prova a conquistarla in panchina e sta dominando il Girone A 

Quando giocava lo chiamavano il Ronaldo dello Stretto, perché lo stretto era quello di Reggio Calabria – la città del club dove militava – perché teneva la testa rasata proprio come il Fenomeno, che proprio in quel periodo era appena arrivato all’Inter, e perché – vabbè qui ci voleva molta immaginazione – un po’ poteva anche ricordarlo, il vero Ronaldo: se non nell’agilità, quantomeno nella progressione. E stop, però. Davide Possanzini è stato – tra l’inizio degli anni 90 e il primo decennio del Duemila – un buon attaccante, di categoria, visto che la B è stato il suo territorio di caccia: 95 dei 138 gol complessivi segnati in vent’anni da professionista, li ha segnati infatti nel torneo cadetto. Possanzini è stato uno che si è fatto la gavetta e alla fine qualche soddisfazione se l’è presa, giocando anche un anno e mezzo in Serie A, con la maglia amaranto della Reggina, per l’appunto. Oggi Possanzini è l’allenatore del Mantova primo in classifica nel girone A della C1. La promozione in B è alla portata di una squadra che finora ha dominato il girone ed è reduce da una clamorosa vittoria all’Euganeo di Padova per 5-0, nel big match contro la diretta e più tenace concorrente per il salto di categoria. 

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